Ritratto di Costanzo, costruttore fiducioso nei giovani del sud

“Basta piangersi addosso e proiettare analisi o stime poco attendibili: il sud ha le potenzialità di ripartire soprattutto grazie ai giovani, alle loro idee", intervista a Mimmo Costanzo, costruttore catanese, presidente del gruppo Cogip.
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14 AUG 20
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Roma. “Basta piangersi addosso e proiettare analisi o stime poco attendibili: il sud ha le potenzialità di ripartire soprattutto grazie ai giovani, alle loro idee – che troppo spesso restano nei cassetti perché non vengono valorizzate. Creare imprese nuove, e meglio se innovative, equivale a una scelta strategica”. Mimmo Costanzo (nella foto) è nato a Catania 53 anni fa, è presidente e fondatore del gruppo Cogip, ossia l’evoluzione dell’azienda di famiglia – la sigla è l’acronimo di Costanzo Giuseppe e Peppina, dal nome dei suoi genitori – che da tre generazioni è attiva nei servizi energetici. L’azienda, nel 1994, si è allargata al settore della costruzione di infrastrutture stradali e Costanzo ha fondato Tecnis con il socio storico Concetto Bosco. Il nuovo gruppo conta 1.000 dipendenti, età media under 40, e riporta un fatturato consolidato di 300 milioni di euro.
Dopo l’esperienza ad Harvard, Costanzo, insieme ad altri manager in collaborazione con il think tank European House-Ambrosetti, ha ideato il progetto “Power2Innovate”: un concorso dedicato a giovani aspiranti imprenditori o gruppi con meno di 35 anni e residenti prevalentemente nelle zone meno abbienti del sud che hanno idee da sviluppare negli ambiti energia, agroalimentare e information technology. Le migliori nove saranno esposte davanti al board dei consiglieri di “Power2Innovate” e a una platea di potenziali investitori istituzionali il prossimo novembre. I tre vincitori avranno 10.000 euro in premio, ma più di questo avranno la possibilità di usare gli uffici, la consulenza legale, i contatti con i direttori di banca o con i fondi d’investimento degli imprenditori aderenti al progetto; insomma gli strumenti necessari per cominciare a camminare sulle loro gambe. “Al sud abbiamo tantissimi ragazzi che hanno voglia di fare, che studiano, si impegnano, hanno le capacità. Ma quante persone non riescono a mettersi in contatto con chi eroga credito, ad esempio. Noi diamo sostegno pratico, immediato, e chissà che anche le idee rimaste fuori dalla graduatoria finale non vengano poi comunque finanziate da noi o da altri imprenditori”.
[**Video_box_2**]Costanzo crede nello stato minimo ed è realista con ottimismo verso il sud. Non nega le evidenti difficoltà competitive storiche e contemporanee del meridione – “gli ultimi cinque anni sono stati durissimi, c’è un divario produttivo in costante ampliamento rispetto al nord” – tuttavia afferma che proprio per questo motivo “bisogna fare in fretta: il Fondo monetario stima che serviranno 20 anni prima di tornare ai livelli occupazionali precrisi – la disoccupazione giovanile è al nuovo record del 44,2 per cento – ma si deve recuperare molto più in fretta, è una maratona da vincere”, dice usando una metafora sportiva, lui che di podismo è appassionato (ha concluso le maratone di New York, Londra, Chicago, Berlino, Roma). Costanzo ha consegnato in tempo il tratto di sua competenza della disgraziata autostrada Salerno-Reggio Calabria e ha risposto alle minacce della criminalità organizzata esponendosi con denunce alla magistratura.
Resta però un dubbio di fondo che a un catanese formuliamo in slang palermitano: non pensa, Costanzo, che pure alcuni giovani sono un po’ “abbuttati”, cioè frustrati, con poca voglia di provarci? “Sì, e non solo. Molte volte pensano a laurearsi con lode ma è più importante laurearsi in tempo perché il mondo evolve a velocità impressionante: bisogna entrare nel mercato presto e non necessariamente seguendo le aspirazioni dei genitori, ma le proprie. E’ nostro dovere spingere i nostri figli (Costanzo è sposato con due figli di 17 e 20 anni) a ragionare secondo le proprie aspirazioni, quindi di continuare a provarci. Insomma a essere imprenditori”, conclude.