Dal contrabbando di Starlink al mercato nero delle Vpn. Internet in Iran è nemico del regime

Come funziona l’accesso alla connettività a Teheran, ormai strutturato in quattro "livelli". Le ripercussioni economiche e i rischi che corrono gli iraniani da sessantasette giorni

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6 MAY 26
Immagine di Dal contrabbando di Starlink al mercato nero delle Vpn. Internet in Iran è nemico del regime
Da sessantasette giorni i siti di monitoraggio di internet in Iran pubblicano nei loro bollettini quotidiani la stessa immagine, una linea continua vicinissima allo zero che ogni giorno si allunga di più. I grafici mostrano il cambiamento di connessione nel paese rispetto ai giorni precedenti all’inizio dell’operazione Furia Epica, il 28 febbraio, ma solo poche settimane prima gli iraniani avevano già sperimentato un blocco prolungato a internet, dopo le proteste iniziate alla fine dell’anno per il crollo del rial.
Secondo il sito di monitoraggio NetBlocks, l’interruzione attuale in Iran è uno dei più lunghi blackout di internet imposti da uno stato e mai registrati a livello globale, lasciando decine di milioni di persone in gran parte isolate dalla connettività internazionale. Già a gennaio era stato sollevato il problema delle ripercussioni economiche del blocco, con lo stesso regime che aveva dichiarato che ogni giorno di interruzione a internet costa all’economia di Teheran almeno 50 trilioni di rial, oltre 30 milioni di euro. Gli iraniani erano ricorsi all’utilizzo di Vpn e dei terminali Starlink per eludere la censura, ma con il passare delle settimane il governo iraniano ha intensificato i controlli e messo a punto un regime digitale gerarchico. A Teheran parlano ormai di un sistema di accesso a internet strutturato in “livelli”, in cui l’apice è rappresentato dai privilegiati in possesso di “sim bianche” che offrono un accesso a internet illimitato e sono riservate ai più fedeli al regime: politici, funzionari, imprenditori e giornalisti dei media statali. A inizio aprile, dopo le lamentele dei lavoratori – secondo il ministro delle Comunicazioni, Sattar Hashemi, circa dieci milioni di iraniani hanno un lavoro che dipende dalla connettività internet – è stato introdotto un sistema a pagamento soprannominato “Internet pro” che però offre connettività parziale, con filtraggio e limiti giornalieri continui, e anche in questo caso l’accesso sarebbe riservato solo ad alcune categorie professionali come insegnanti, avvocati, medici e imprenditori, che hanno dovuto richiedere l’accesso agli abbonamenti ai servizi segreti iraniani. Il terzo livello è occupato da chi riesce a utilizzare le reti private virtuali (Vpn) per cambiare la propria posizione di navigazione e da chi si collega ai terminali Starlink che forniscono accesso a internet satellitare.

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Dal 28 febbraio scorso però, i servizi di Vpn hanno raggiunto costi elevatissimi, ed è nato un mercato nero a cui ha accesso solo chi può permetterselo. Il costo dell’accesso alle parabole satellitari Starlink, vietate in Iran e il cui utilizzo potrebbe comportare accuse di spionaggio, è invece personale: secondo alcune testimonianze riportate dai media iraniani e difficili da verificare proprio per la chiusura di internet, sarebbero almeno cento le persone arrestate per il possesso di questi terminali. L’organizzazione per i diritti umani Witness ne ha stimati almeno 50.000 presenti nel paese e un iraniano ha raccontato alla Bbc di far parte di una rete clandestina che introduce illegalmente nel paese queste attrezzature attraverso il confine: l’anno scorso il governo ha approvato una legge che prevede pene detentive fino a due anni per l’utilizzo, l’acquisto o la vendita di dispositivi Starlink e la pena detentiva per la distribuzione o l’importazione di più di 10 dispositivi può arrivare fino a 10 anni. Il mese scorso quattro persone sono state arrestate per “importazione di apparecchiature per internet satellitare”, secondo i comunicati pubblicati dai media statali alcuni di questi arresti includono accuse di possesso illegale di armi e invio di informazioni al nemico. Pochi giorni fa i media iraniani hanno riportato l’arresto di Hesam Alaeedin, uomo d’affari che era stato accusato di aver utilizzato apparecchiature Starlink e deceduto mentre era in custodia cautelare. L’ultimo livello di connessione è l’accesso a internet concesso agli iraniani, la rete parallela (Nin) a cui il regime lavora da oltre un decennio, completamente isolata dai siti web internazionali e strettamente sorvegliata dalle autorità.

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