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Una nave portacontainer francese è stata colpita da un missile nello Stretto di Hormuz. Ma Parigi minimizza
La Francia esprime la sua “solidarietà” ai feriti, ma per il momento il governo non intende trasformare questo attacco in un nuovo incidente diplomatico. Nel frattempo si avvia la postura difensiva della coalizione marittima
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6 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 04:12 PM

Foto ANSA
Parigi. Martedì sera, una nave portacontainer di proprietà dell’armatore francese Cma Cgm, è stata colpita da un missile da crociera mentre transitava nello Stretto di Hormuz. La notizia è stata confermata dalla stessa società armatrice questa mattina ed è stata rilanciata da diversi media internazionali. L’imbarcazione coinvolta è la portacontainer “San Antonio” e secondo le informazioni di BfmTv sarebbe stata colpita al largo di Dubai attorno alle 20.30 ora francese. L’agenzia britannica per la sicurezza marittima Uktmo aveva riferito che martedì in tarda serata una nave portacontainer era stata colpita da un “missile di origine sconosciuta” nello Stretto di Hormuz senza tuttavia specificarne l’identità. Al momento, l’impatto ambientale dell’incidente non è ancora noto. Nel suo comunicato, Cma Cgm, che ha 13 portacontainer bloccate nello stretto, ha dichiarato che la nave ha subito danni strutturali la cui entità non è stata ancora completamente chiarita e che alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti durante l’attacco: le persone coinvolte sono state rapidamente evacuate per ricevere cure mediche. Secondo quanto riferito dall’agenzia turca Anadolu, i marittimi feriti sarebbero cittadini filippini, nazionalità molto presente tra gli equipaggi delle navi mercantili a livello globale.
Nonostante l’attacco a una nave appartenente a un gruppo francese, Parigi ha minimizzato l’incidente. La Francia non è stata “in alcun modo presa di mira” dall’attacco che ha colpito la San Antonio nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron durante il Consiglio dei ministri, secondo quanto riportato dalla portavoce del governo Maud Bregeon. La nave non batteva bandiera francese ma maltese, mentre il suo equipaggio era filippino, ha sottolineato Bregeon. La Francia esprime quindi la sua “solidarietà” ai feriti della nave colpita da un missile, ma per il momento il governo non intende trasformare questo attacco in un nuovo incidente diplomatico.
Parigi, tuttavia, non sta a guardare. La portaerei Charles-de-Gaulle ha attraversato oggi pomeriggio il Canale di Suez e sarà raggiunta da navi dei paesi partner che si posizioneranno nel Mar Rosso per dimostrare che gli stati membri della coalizione marittima guidata dalla Francia sono pronti a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. “È una postura difensiva. Un contributo alla sicurezza. Ci teniamo a distanza dalle parti belligeranti”, hanno fatto sapere fonti dell’Eliseo. “Dobbiamo compiere un nuovo sforzo. Il blocco di Hormuz continua, i danni all’economia mondiale sono sempre più evidenti e il rischio di un prolungamento delle ostilità è troppo grave perché ci si possa rassegnare”, hanno aggiunto le fonti. Questa mattina su France Info il ministro dei Trasporti Philippe Tabarot ha dichiarato che “59 navi di proprietà francese” sono ancora bloccate nello Stretto di Hormuz. Con loro anche “26 marinai francesi” sono bloccati sul posto. L’attacco contro la San Antonio è il quarto in tre giorni a coinvolgere delle navi nello stretto.
Lunedì Teheran ha lanciato missili e droni contro navi militari statunitensi che sono stati intercettati, secondo il comando americano per la regione (Centcom). Teheran è stata inoltre accusata di aver lanciato dei missili contro gli Emirati Arabi Uniti: si tratterebbe del primo attacco contro un paese del Golfo dall’inizio della tregua l’8 aprile. L’accusa è stata smentita martedì sera da un alto ufficiale militare iraniano. Di certo l’attacco alla nave portacontainer di Cma Cgm rischia di infliggere un duro colpo alla credibilità dell’operazione “Project Freedom”, lanciata martedì dal presidente americano Donald Trump per scortare le navi bloccate nello stretto – quasi paralizzato dall’inizio del conflitto – e già sospesa. Secondo le informazioni di Les Echos, la San Antonio faceva parte di un convoglio di meno di dieci navi che martedì sera hanno tentato di uscire dallo stretto sotto la protezione americana. Questa notte Trump ha annunciato sulla sua piattaforma Truth Social che sono stati compiuti “grandi progressi” nei negoziati con Teheran, ma che il “Project Freedom” sarebbe stato sospeso “per un breve periodo”, il tempo di capire se fosse possibile “firmare” un accordo con l’Iran. Ma secondo una fonte nel settore marittimo sentita da Les Echos, l’attacco contro la San Antonio rischia di essere la pietra tombale sulla missione trumpiana.