•
L'indagine su Yermak e il caso Mendel, ma su Zelensky non è il tempo delle divisioni
Lo scandalo “Dinastia” porta l'ex capo dell’Ufficio presidenziale, accusato di riciclaggio, in tribunale. Intanto intervistata da Tucker Carlson, l’ex addetta stampa di Zelensky, Yulia Mendel, ha affermato che nel 2022 il presidente ucraino era pronto a consegnare il Donbas alla Russia. Ma lei si era dimessa l'anno prima
di
13 MAY 26

Foto LaPresse
Kyiv. Il 9 maggio, l’Ucraina ha vinto una breve guerra dell’informazione contro Vladimir Putin. La parata militare per la Giornata della vittoria è durata appena 45 minuti. I media occidentali hanno parlato della paranoia e della debolezza del leader del Cremlino, dei problemi dell’economia russa e di una svolta sul fronte, dove la Russia non stava più ottenendo successi significativi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha persino emesso un decreto separato che autorizzava la parata a Mosca, indicando anche le coordinate esatte della Piazza Rossa. Era impensabile che una cosa del genere potesse accadere nel 2022. Dopo due giorni soli da questo risultato, l’immagine del governo ucraino era già sotto attacco. Uno scandalo di corruzione che coinvolge i più stretti collaboratori del presidente Zelensky è riemerso. L’11 maggio, l’Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) ha ufficialmente annunciato il sospetto di corruzione nei confronti di Andrii Yermak, ex capo dell’Ufficio presidenziale e suo ex stretto collaboratore. Secondo gli inquirenti, Yermak faceva parte di un gruppo di complici coinvolti nel riciclaggio di 460 milioni di grivne (quasi 9 milioni di euro) in progetti di costruzione di lusso vicino a Kyiv. Se riconosciuto colpevole, rischia una pena detentiva da 8 a 12 anni.
Nel luglio 2025, i giornalisti del programma Bihus.info hanno riportato che nel villaggio di Kozyn, vicino a Kyiv, su un totale di 8 ettari di terreno, stavano costruendo quattro villette una accanto all’altra. Questo progetto architettonico era stato soprannominato “Dinastia”. I giornalisti di Bihus.info hanno scoperto che la società dietro “Dinastia” era collegata a Oleksii Chernyshov, all’epoca vice primo ministro dell’Ucraina. Il Nabu ha avviato una propria indagine e, a causa dello scandalo, i lavori di costruzione a Kozyn sono stati sospesi nel 2025. Ora sono emersi nuovi dettagli. Gli inquirenti sostengono che già nel 2020 Chernyshov, soprannominato Che Guevara dai suoi conoscenti, reclutò l’imprenditore e amico del presidente Timur Mindich e Andrii Yermak, capo dell’ufficio presidenziale, per finanziare il progetto. Ciascuno di loro avrebbe dovuto avere una casa separata nel complesso “Dinastia”. “Nel luglio 2021 sono iniziati i lavori di costruzione”, si legge nella dichiarazione del Nabu. Yermak supervisionò personalmente l’avanzamento dei lavori sulla sua casa e visitò il cantiere diverse volte. Inoltre, secondo il Nabu, ciò avvenne nell’estate del 2022, tre mesi dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina su vasta scala. Yermak nega qualsiasi coinvolgimento nel complesso “Dinastia”. “Ho un appartamento, un’auto, e basta”, ha dichiarato ai giornalisti dopo che il procuratore gli ha consegnato l’atto di accusa. La Procura specializzata anticorruzione ha richiesto l’arresto di Yermak, con la possibilità di versare una cauzione di 180 milioni di grivne (3 milioni di euro). Il 12 maggio, Yermak si è presentato in tribunale indossando una camicia bianca e un abito elegante, visibilmente turbato.
Zelensky aveva licenziato Yermak nel novembre 2025, subito dopo una perquisizione del suo appartamento. Mindich, sospettato di corruzione nel settore energetico, era già fuggito in Israele. Chernyshov si trova in Ucraina ed è ufficialmente indagato. “Il presidente non è stato e non è coinvolto in questa indagine preliminare”, ha chiarito Serhii Kryvonos, capo del Nabu, durante una conferenza stampa. Tuttavia, secondo gli esperti, la vicenda danneggia significativamente la sua reputazione, poiché coinvolge i suoi amici più stretti. Inoltre, il quotidiano online Ukrayinska Pravda ha riportato che una delle quattro case del complesso “Dinastia” potrebbe essere stata destinata a lui. Zelensky non ha commentato la vicenda. “Il procedimento legale è ancora in corso, quindi è troppo presto per esprimere giudizi”, ha detto al Foglio Dmytro Lytvyn, autore dei discorsi del presidente.
Lo stesso giorno in cui il Nabu ha presentato le accuse contro Yermak, il giornalista americano Tucker Carlson ha pubblicato un’intervista con l’ex addetta stampa di Zelensky, Yulia Mendel, la quale ha affermato che nel 2022 Zelensky era pronto a consegnare il Donbas alla Russia. Tuttavia, Mendel ha smesso di lavorare per Zelenskyj nella primavera del 2021. Nel 2022 non lavorava presso la presidenza e non poteva essere a conoscenza di quanto stava accadendo. Pertanto, mentre l’importante indagine del Nabu a Kyiv è considerata una lotta contro la corruzione e una vittoria per la società civile dopo le proteste dello scorso anno, le rivelazioni di Mendel in un’intervista con Carlson, nota per le sue dichiarazioni anti ucraine, stanno suscitando l’ira persino di coloro che criticano frequentemente il presidente. “Un’ex addetta stampa non può permettersi di minare pubblicamente la fiducia nell’istituzione presidenziale in un momento in cui lo stato sta attraversando una delle fasi più importanti e pericolose della sua intera esistenza”, ha scritto Sevhil Musayeva, caporedattrice di Ukrayinska Pravda, su Facebook, sottolineando che i giornalisti ucraini continueranno a porre domande scomode al governo e al presidente, a denunciare la corruzione e a segnalare la cattiva gestione del personale. “Il giornalismo indipendente è uno dei pilastri del paese”, ha affermato Musayeva.