Mosca attacca Kyiv con la campagna di bombardamenti più lunga dall’inizio della guerra

I soccorsi a mani nude, i palazzi sventrati, i corpi sotto le macerie e la conta delle vittime di Mosca. Zelensky promette una reazione dura. La mattina dopo la vita ricomincia, fra il lavoro e il processo a Yermak

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14 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 05:23 PM
Immagine di Mosca attacca Kyiv con la campagna di bombardamenti più lunga dall’inizio della guerra

©Il Foglio

Kyiv. Ivan Zakharchuk, un diciottenne di Kyiv, dormiva profondamente nella notte tra il 13 e il 14 maggio. Sentì il sibilo di un razzo, seguito da una forte esplosione. Erano circa le 3:40 del mattino. Uscì sul balcone e vide un’enorme colonna di fumo e fiamme nel cortile adiacente. “Ho degli amici che vivono lì, quindi mi sono alzato immediatamente”, ha raccontato. Dopo il bombardamento, uno degli ingressi dell’edificio di nove piani crollò completamente. La mattina del 14 maggio, i soccorritori si sono mossi in fretta tra l’enorme cumulo di macerie, rimuovendole a mano quando non era possibile farlo con l’ausilio dei macchinari. Hanno sollevato lastre con una gru e cercato i sopravvissuti e le vittime. Quando Ivan ha parlato con il Foglio erano le 11:00, e e si contavano già due morti. Un’ora dopo, il bilancio delle vittime era salito a cinque, poco più tardi a sette, inclusa una bambina di dodici anni. Almeno altre 40 persone sono rimaste ferite. Vedendo l’orrore dalla sua finestra, Ivan Zakharchuk ha deciso di raggiungere il luogo della tragedia
Il ragazzo ha afferrato dei guanti da lavoro dal suo appartamento, nel caso in cui avesse dovuto rimuovere le macerie con le mani. E’ corso fuori con suo padre e trovò i suoi amici vivi. Poi ha sentito l’urlo di una donna. “E’ stato come se qualcosa fosse scattato nella mia testa; non riuscivo a pensare a nient’altro e sono corso in suo aiuto”, racconta Ivan. Prima ha aiutato un agente di polizia a portare fuori dalle macerie una donna disabile, poi ha raggiunto la donna che urlava a squarciagola. Era sepolta sotto un cumulo di macerie. Ivan è andato con i soccorritori a tirarla fuori e metterla in salvo. Presto sono arrivate altre squadre di soccorso. Il giovane si è reso conto che il suo aiuto non era più necessario e rimanendo sarebbe stato soltanto d’intralcio. Mentre parla è vestito con una giacca primaverile nera, fissa ancora con sgomento il suo cortile e il suo quartiere. L’edificio danneggiato si trova sulla riva sinistra di Kyiv, a cinque minuti dalla stazione della metropolitana Kharkivska. Nelle vicinanze ci sono un McDonald’s, un supermercato e un grande mercato all’aperto. Il diciottenne Artur, parlando con il Foglio sul luogo dell’attacco, ha raccontato che dopo aver sentito l’esplosione del razzo, lui e la nonna sono scesi in strada. Si sono nascosti nella metropolitana. “Quando siamo usciti, uno degli angoli dell’edificio era sparito, era rimasto soltanto un buco”, ha detto.
Il massiccio attacco notturno contro Kyiv è stato la continuazione dell’attacco diurno. Nel pomeriggio del 13 maggio, la Russia ha lanciato quasi 800 droni contro l’Ucraina, prendendo di mira principalmente le regioni occidentali al confine con l’Unione europea. Nella notte, altri 675 droni e 56 missili balistici e da crociera sono stati lanciati contro tutto il paese. Kyiv era l’obiettivo principale. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, il 93 per cento dei droni è stato abbattuto, l’Ucraina però ha ancora difficoltà a difendersi dai missili balistici. “Ci sarà una risposta adeguata a tutti questi attacchi”, promette Zelensky. Kyiv sta colpendo gli impianti dell’industria petrolifera russa con attacchi in profondità.
Il più lungo attacco aereo dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala si è verificato mentre il presidente americano, Donald Trump, era in visita in Cina. Secondo la Cnn, Trump ha discusso anche della guerra in Ucraina con il leader cinese Xi Jinping. In precedenza, l’8 maggio, il presidente degli Stati Uniti aveva annunciato che i suoi sforzi avevano garantito un cessate il fuoco di tre giorni tra Russia e Ucraina e che le due parti avevano concordato uno scambio di prigionieri: 1.000 per 1.000. Ma lo scambio non ha ancora avuto luogo. Il difensore civico ucraino Dmytro Lubinets ha riferito che l’Ucraina aveva già da tempo presentato alla Russia le liste per lo scambio. “Anche quando si raggiunge un accordo con i russi, non si può mai essere sicuri al 100 per cento che la parte russa lo rispetterà”, ha dichiarato durante una maratona televisiva nazionale. Si augura comunque che lo scambio possa avvenire.
Nonostante la notte turbolenta, la vita a Kyiv è proseguita normalmente quella mattina, con le persone ancora stanche che si recavano al lavoro come di consueto. E la mattina del 14 maggio, l’Alta corte anticorruzione ha disposto la custodia cautelare per Andriy Yermak, ex capo dell’Ufficio del presidente ucraino, sospettato di corruzione. Rimarrà in custodia per 60 giorni. Tuttavia, potrebbe essere rilasciato anticipatamente se pagherà una cauzione di 2,7 milioni di euro.