La via del pane è di tutti (dunque anche milanese). Una mostra fotografica la racconta

Con "Sacred Bread. Le vie del pane" Stefano Torrione compie un viaggio attorno al Mediterraneo, dalle coste d’Africa fino all’Europa inseguendo il pane quale elemento di coesione, condivisione e di vita. L'esposizione nei locali dello Spazio Messina all’interno della Fabbrica del Vapore

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9 MAY 26
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Nella città che più altre viene spesso additata come la capitale delle diseguaglianze, ecco che si palesa una mostra che sembra invece dimostrare (per l’ennesima volta) una sensibilità e un’attenzione sociale mai banale. Milano si conferma una delle città più attente al tema alimentare a partire dalla tanto criticata Expo, che pure ha portato anche da un punto di vista culturale uno sguardo diverso sulle necessità alimentari. Si coglie da qui l’urgenza della mostra fotografica di Stefano Torrione, reporter ed etnografo le cui fotografie sono spesso protagoniste delle copertine tra gli altri di National Geographic Italia, Gulliver, Bell’Italia e Meridiani. Ora con Sacred Bread. Le vie del pane, il fotografo originario di Aosta compie un viaggio attorno al Mediterraneo, dalle coste d’Africa fino all’Europa inseguendo il pane quale elemento di coesione, condivisione e di vita. Cibo e sacro insieme come avverte la guida da lui scelta per affrontare questo percorso, quella dell’intellettuale Predrag Matvejević che proprio al pane dedicò uno dei suoi più fortunati libri, Pane nostro che insieme a Breviario del Mediterraneo compongono quel saggismo poetico di cui Matvejević fu un brillante interprete.
La mostra – nei locali dello Spazio Messina all’interno della Fabbrica del Vapore – presenta settantasette scatti che raccontano di un viaggio attorno al fare e al sentire il pane. Il pane è dunque strumento, ma anche fonte, cibo per il corpo e per l’anima. Come ricorda Matvejević il pane è più antico della scrittura stessa e può essere considerato come il primo strumento di comunicazione tra gli uomini. Gli scatti, tutti in bianco e nero, accompagnano il visitatore dalla Mesopotamia alle sponde del Mar Mediterraneo, dal Corno d’Africa all’Algeria e ai monti del Marocco, dalla Spagna alla Francia, fino all’Italia. Si tratta di sedici percorsi compiuti in sei anni di perlustrazioni, indagini e viaggi. Dalle cosiddette rotte ancestrali fino a Konya, l’antica città turca dove si dice sia stato ritrovato quello che può essere definito come il pane più antico del mondo. Nutrimento primario dell’uomo, il pane ritrova all’interno degli scatti di Stefano Torrione il suo senso ultimo, la capacità di trasformare un bisogno essenziale, quello di sfamare, in un’opportunità di scambio e relazione. Acqua, farina e fuoco sono gli elementi che ne danno forma, elementi primordiali che Torrione mostra in tutta la loro semplicità: dal pane azzimo, per la Pasqua della comunità ortodossa di Gerusalemme al pane cotto in strada e offerto ai pellegrini che raggiungono la città santa di Karbalā in Iraq. Poi ecco il pane decorato durante le varie festività nelle comunità sarde così come quello antropomorfo che prende forma in Sicilia definendo un vero e proprio culto popolare. Il pane è storia e sacralità, ma anche epica.
Stefano Torrione recupera uno sguardo umanistico riportando la fotografia alla sua essenzialità, come se il protagonista stesso dei suoi scatti non potesse che riportare al centro l’umano in maniera quasi ontologica. Una mostra capace di una misura esatta che riporta oltre ogni retorica a uno sguardo sulla capacità dell’umano d’inseguire una pace che sia anche interiore. Un appagamento che non è mai dato, ma che viene inseguito con gesti semplici che si ripetono addirittura da millenni. Il pane diviene così un oggetto sistemico capace di definire un’identità precisa, ma nella sua diversità anche di riportare a un discorso comune e universale da cui nessun umano possa sentirsi escluso.

Stefano Torrione “Sacred Bread - Le vie del pane”. Fabbrica del Vapore, dal 7 maggio al 28 giugno 2026