Se ti chiami Salim non sei integrato, sei un disintegratore

L’integrazione è innanzitutto linguistica: la lingua è madre e per essere fratelli non basta parlare la stessa lingua, bisogna essere la stessa lingua. Gli italo-americani, che volevano integrarsi davvero, già alla seconda generazione vantavano nomi anglofoni

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18 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 04:18 PM
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Foto LaPresse

Non è colpa di Allah ma della società... Provano a dipingere l’attentatore marocchino come un povero bergamasco malato, e ci riescono abbastanza bene siccome nessuno conosce il Corano e in particolare la Sura della Conversione, esortante allo sterminio dei non maomettani (cristiani, ebrei, chi capita capita). Sul malato disagiato non dico nulla, e nemmeno, per ora, sul maomettano: parlo di nazionalità. Io non lo considero italiano, Salim El Koudri. Ha la cittadinanza italiana? Dettaglio burocratico. Cittadino è parola giacobina e statale. L’Italia per me è patria: non sei mio compatriota se ti chiami Salim. Mio padre si chiamava Felice, il padre di mio padre, Nicola, e il padre di mio padre di mio padre, Francesco: i tuoi avi, invece? Non mi si parli di integrazione, se ti chiami Salim non sei un integrato, sei un disintegratore. L’integrazione è innanzitutto linguistica: la lingua è madre e per essere fratelli non basta parlare la stessa lingua, bisogna essere la stessa lingua. Gli italo-americani, che volevano integrarsi davvero, già alla seconda generazione vantavano nomi anglofoni: Frank (non Francesco) Sinatra, Sylvester (non Silvestro) Stallone... Sia esecrato lo ius soli: l’Italia non è un’espressione geografica. E anche lo ius scholae: non ci sono esami di onomastica nelle scuole italiane. Ius nominis, semmai.