Le ragioni del cappuccetto

La “morale della favola di Cappuccetto Rotto” è in realtà completamente sfuggita a Camillo Langone. Il suo pezzo è brillante ma – proprio come quelli del buon matematico Odifreddi – “impertinente”, cioè fuori luogo e fuori bersaglio. Egli finge di non capire ( o lo capisce e fa lo gnorri) che il fine dell’utilizzo del preservativo in luoghi devastati dall’Aids non è quello “anticoncezionale”, bensì quello “antivirale”. Se, con tutti i propri limiti, l’aggeggio consentisse di evitare anche un solo nuovo caso di AIDS, il suo uso dovrebbe solo per questo essere caldeggiato ed incentivato (nel Talmud e nel Corano sta scritto che “chi salva una vita salva il mondo intero”). Per organizzare poi una sana prevenzione ci sarà in seguito tutto il tempo. Ma l’emergenza di oggi non si combatte con ironica sufficienza e moralismo bacchettone.