Litigi da pianerottolo

L’accordo stipulato tra governo ed enti locali dovrebbe rendere meno accidentato il percorso delle norme che consentiranno l’ampliamento delle case dove risiede una famiglia o due.  La stucchevole polemica che si è innestata tra maggioranza e opposizione è il prezzo, tutto sommato modesto, che si deve pagare per un provvedimento che darà risposte alle esigenze di numerose famiglie.
2 APR 09
Ultimo aggiornamento: 21:24 | 23 AGO 20
Immagine di Litigi da pianerottolo
L’accordo stipulato tra governo ed enti locali dovrebbe rendere meno accidentato il percorso delle norme che consentiranno l’ampliamento delle case dove risiede una famiglia o due. La stucchevole polemica che si è innestata tra maggioranza e opposizione su chi abbia vinto e chi abbia perso, su chi abbia fatto marcia indietro e chi no è il prezzo, tutto sommato modesto, che si deve pagare per un provvedimento che darà risposte alle esigenze di numerose famiglie e metterà in circolo nuove risorse, a vantaggio dell’economia e dell’occupazione in una fase particolarmente critica.
Dopo una prima fase caratterizzata dalla polemica politica sull’oltraggio vero o presunto al paesaggio e addirittura alla Costituzione, le autonomie locali, dove primeggiano le giunte di centrosinistra, hanno capito che non potevano ostacolare per dispetto un disegno apprezzato da molti cittadini, e il governo che quando è possibile è meglio la collaborazione che il cipiglio decisionistico. Per giunta la rievocazione del piano Fanfani, quello delle case popolari allora osteggiato dalla sinistra che ora ne canta invece le lodi, ha fatto scattare in Silvio Berlusconi un riflesso emulativo, che lo ha portato a promuovere un piano straordinario di edilizia destinata all’affitto. Insomma tutti hanno dato un contributo utile, anche attraverso critiche motivate, a un disegno utile per le famiglie e per l’economia. Se poi, invece di valorizzare l’intesa, preferiscono accapigliarsi sulla sua interpretazione politica, pazienza.