Il compromesso di Londra
Il G20 di Londra, secondo la Frankfurter Allgemeine, si è concluso con la ricetta “soldi per i poveri e regole per i ricchi”. Più regole, ma non ancora il varo di nuova architettura finanziaria mondiale secondo linee condivise. E’ rimasta molta distanza fra Barack Obama e Gordon Brown e la linea di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy.

I costi della crisi si fanno sentire per tutti i bilanci pubblici. Perciò la sottoposizione dei paradisi fiscali a regole e controlli è un’esigenza pressante di tutti. Su ciò il G20 ha avuto un consenso unanime. Non è stato così per gli stimoli fiscali e monetari aggiuntivi chiesti da americani e inglesi all’Ue. Su questo punto gli anglo-americani hanno avuto una risposta negativa dalla Merkel e dalla Bce, che mantiene una posizione più prudente della Fed e della Bank of England. Ma fra i due litiganti il terzo gode. In questo caso si tratta del Fondo monetario: l’Unione europea sottoscriverà 100 miliardi di dollari di nuove quote del Fondo e ulteriori 150 miliardi verranno da altri partecipanti al G20. Il Fondo potrà così fare nuovi prestiti ai paesi emergenti senza le regole di rigore di bilancio seguite nel passato. Dunque il motto “più regole per i ricchi e più denaro per i poveri” è stato accolto. Resta da vedere se ciò porterà ordine ai mercati e consentirà la ripresa che, su questa base, la Bce prevede avvenga entro il 2010.