Leggere Lolita a Cologno Monzese
Sembra quasi la stessa lista di intellettuali e artisti e bella gente internazionale che ha allegramente firmato l’appello di Repubblica a favore della libertà di stampa, minacciata da Silvio Berlusconi perché non ha risposto alle domande di Giuseppe D’Avanzo sulle escort che si è portato a letto nella sua abitazione privata di Palazzo Grazioli. Ma è una lista diversa.

Si può certamente obiettare che arrestare un signore di settanta e rotti anni per un reato commesso oltre trent’anni fa sia un’ingiustizia nell’ingiustizia, così come è legittimo sottolineare che quell’altro signore di settanta e rotti anni con i suoi comportamenti poco presidenziali abbia messo in imbarazzo le istituzioni che è stato chiamato a rappresentare. Ma la cosa che non si dovrebbe fare è esercitare la solita doppia morale per cui se uno dei nostri stupra a Hollywood una ragazzina è stato soltanto un “errore di gioventù” (anche se aveva 43 anni) oppure se un genio della tv liberal come Dave Letterman si porta a letto più d’una sua collaboratrice sono solo allegre “scappatelle”, mentre se un estraneo al nostro mondo va stupidamente al compleanno di una diciottenne di Casoria allora è in pericolo la democrazia.
Inseguire il mito letterario di Lolita può essere sublime o abominevole, ma non un alto modello culturale per l’intellighenzia engagé e mercificazione della donna per un dirigente di Cologno Monzese. A parte qualche eccezione (Eugene Robinson del Washington Post e la femminista di The Nation Katha Pollit), il mondo liberal e l’elitario circolo di miliardari di Hollywood sono scesi in campo a difesa di Polanski con argomenti imbarazzanti. L’attrice Whoopy Goldberg ha detto che non si è trattato di uno “stupro-stupro, ma di qualcos’altro, di uno stupro e basta”. Qualcuno ha detto che la ragazzina se l’è cercata e che la colpa semmai è della madre che l’ha offerta al regista per avere una parte in un film. E poi c’è chi si chiede come mai la “middle America” odi così tanto le élite intellettuali e gli italiani piuttosto che assecondare le pallide imitazioni nostrane preferiscano votare uno come Berlusconi.