Compagni di tassa
“Il presidente del Consiglio non dovrebbe inventarsi nemici su cose inesistenti come la patrimoniale. Questa tassa non la vuole nessuno ed è inutile che Berlusconi dica di volersi fare garante contro questo genere di tassazione”. Le parole tra virgolette sono state ripetute anche ieri da diversi volti illustri dell’opposizione – in primis Pier Ferdinando Casini – e rappresentano uno dei tanti rilievi ricevuti dal Cav. per il piano sulla crescita suggerito due giorni fa sulle colonne del Corriere della Sera.

La battaglia sulla patrimoniale non esiste? A guardare come stanno le cose all’interno del Pd l’impressione sembra essere davvero diversa. In molti forse non se ne sono accorti, ma da qualche settimana è in corso tra i democratici un dibattito notevole proprio attorno alla proposta di tassazione sul patrimonio suggerita la scorsa settimana da Giuliano Amato e da Pellegrino Capaldo sempre sul Corriere della Sera. In particolare, lo scorso 22 gennaio, durante la due giorni del Lingotto di Torino, è stato Veltroni ad ammettere quanto – per tentare di ridurre entro il 2020 il debito pubblico del paese di 40 punti di pil – fosse necessario “un contributo straordinario a carico del 10 per cento delle famiglie che detiene il 46 per cento del patrimonio privato del paese”.
Il concetto – ribadito ieri sul Riformista dal senatore pd Pietro Ichino – in questi giorni è stato criticato da tutto il gruppo degli economisti che ruota attorno a Bersani, scatenando persino una vivace polemica all’interno del partito. “Chi parla di patrimoniale – ammette Stefano Fassina, responsabile economico pd – non si rende conto che si tratta di una proposta iniqua e sbagliata. Oggi il premier non ha la credibilità per proporre un tema del genere ma sarebbe un errore non ammettere che almeno su questo Berlusconi non ha torto: perché basta guardare nel Pd per capire che gli amici della patrimoniale non sono un’invenzione del presidente del Consiglio”.
Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter.
E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.
