Altri interventi dei lettori sulla manifestazione "In mutande ma vivi"
Caro Direttore, credo che queste sue parole siano da condividere: "Non si può passare la vita ad abbassare la soglia della norma etica, e poi issare un muro di filisteismo moralistico contro il nemico politico". Mi chiedo, e le chiedo, però: chi è stato davvero artefice dell'abbassamento della soglia etica e, quindi, della costruzione del muro di moralismo contro i propri nemici? Forse chi solo adesso, dopo un pervicace autolesionismo, dopo una deriva patetica, ha compreso infine quale fosse il livello della compagnia di giro che continuava a frequentare con ostinata costanza?

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Signor direttore Giuliano Ferrara,
bravissimo, un'arringa fantastica. Un vero trascinatore, un capopopolo eccezionale. Mi presento: sono Vittorino Albenga, 69 anni, pensionato, ideologicamente non schierato. Ascolto tutti, osservo, non giudico: in base a ciò che ascolto e vedo elaboro delle opinioni (legittimo?). Secondo ricorrenti affermazioni il governo Berlusconi, Silvio Berlusconi, vanta la "maggioranza degli Italiani". Lei sa, meglio di me, che tale interpretazione è viziata perché questo governo non nasce dalla maggioranza degli Italiani bensì dalla ormai arcinota "porcata" della vigente legge elettorale. E' proprio per non sottostare al giogo del premio di maggioranza e dell'abolizione delle preferenze che non ho votato e non lo farò finché non sarà ripristinato il mio diritto di scelta. Per cui, facendo i conti, possiamo dire, semplificando, che il rapporto è di 30 a 70. Proprio quel 70 per cento che non ha votato per "Berlusconi presidente" è stato definito dallo stesso "coglione" (scherzo? Pesantuccio). Anch'io "coglione", può darsi, però semmai me lo dico da solo. Su questa base, tutti coloro che hanno veramente creduto che il signor Berlusconi, Silvio Berlusconi, sia "sceso in campo" per salvare l'Italia dai comunisti o per il bene del Paese, dovrebbero essere etichettati come "allocchi", "creduloni", "ingenui", scelga Lei.
Suvvia, i comunisti non esistono più e Lei ne è la prova dichiarata, insieme con Bossi, Umberto Bossi (e tanti altri).
L'indignazione, direttore, in nome della decenza, dovrebbe emergere forte per i tanti parlamentari "non certificati" scelti dalle segreterie dei partiti e per i posti di potere e/o responsabilità distribuiti secondo dubbi "meriti speciali".
Vorrei che mi spiegasse cortesemente chi dovrebbe rimanere in mutande: i soliti; tanti, troppi. E' più che sicuro, perché certi, pochi, lassù, sui pulpiti, saranno sempre ben... coperti oltre che vivi (finché vorrà la Provvidenza!). Lei mi dirà che ho mal interpretato lo slogan "in mutande ma vivi". Concordo pienamente: è facile rivoltare la frittata!
Il presidente del consiglio aveva proprio bisogno di un'ulteriore difesa e per giunta, secondo il mio "osservatorio", così impetuosa, veemente, inquietante? Credo di no, penso che sia stato un grosso errore. Troppo palese anche se, ad onor del vero, a tratti molto sottile e furba.
Forse il signor Kant, tirato in ballo strumentalmente, si sarà leggermente rigirato infastidito. Kant di cui Herder ebbe a dire che "il dispotismo era contrario al suo spirito" e il cui celebre epitaffio recita "due cose hanno soddisfatto la mia mente…: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me". Kant, che diceva sì del legno storto, qual è l'uomo mescolanza di bene e male, ma che nutriva la speranza che da esso potesse nascere un albero dritto.
Quindi direttore, ascoltando e osservando, disturbando Manzoni e Dante, mi sono chiesto a quali personaggi avrebbe associato Lei e il signor Berlusconi, il primo nel suo "I promessi sposi" ed il secondo...
Pace e bene. La saluto
Vittorino Albenga
bravissimo, un'arringa fantastica. Un vero trascinatore, un capopopolo eccezionale. Mi presento: sono Vittorino Albenga, 69 anni, pensionato, ideologicamente non schierato. Ascolto tutti, osservo, non giudico: in base a ciò che ascolto e vedo elaboro delle opinioni (legittimo?). Secondo ricorrenti affermazioni il governo Berlusconi, Silvio Berlusconi, vanta la "maggioranza degli Italiani". Lei sa, meglio di me, che tale interpretazione è viziata perché questo governo non nasce dalla maggioranza degli Italiani bensì dalla ormai arcinota "porcata" della vigente legge elettorale. E' proprio per non sottostare al giogo del premio di maggioranza e dell'abolizione delle preferenze che non ho votato e non lo farò finché non sarà ripristinato il mio diritto di scelta. Per cui, facendo i conti, possiamo dire, semplificando, che il rapporto è di 30 a 70. Proprio quel 70 per cento che non ha votato per "Berlusconi presidente" è stato definito dallo stesso "coglione" (scherzo? Pesantuccio). Anch'io "coglione", può darsi, però semmai me lo dico da solo. Su questa base, tutti coloro che hanno veramente creduto che il signor Berlusconi, Silvio Berlusconi, sia "sceso in campo" per salvare l'Italia dai comunisti o per il bene del Paese, dovrebbero essere etichettati come "allocchi", "creduloni", "ingenui", scelga Lei.
Suvvia, i comunisti non esistono più e Lei ne è la prova dichiarata, insieme con Bossi, Umberto Bossi (e tanti altri).
L'indignazione, direttore, in nome della decenza, dovrebbe emergere forte per i tanti parlamentari "non certificati" scelti dalle segreterie dei partiti e per i posti di potere e/o responsabilità distribuiti secondo dubbi "meriti speciali".
Vorrei che mi spiegasse cortesemente chi dovrebbe rimanere in mutande: i soliti; tanti, troppi. E' più che sicuro, perché certi, pochi, lassù, sui pulpiti, saranno sempre ben... coperti oltre che vivi (finché vorrà la Provvidenza!). Lei mi dirà che ho mal interpretato lo slogan "in mutande ma vivi". Concordo pienamente: è facile rivoltare la frittata!
Il presidente del consiglio aveva proprio bisogno di un'ulteriore difesa e per giunta, secondo il mio "osservatorio", così impetuosa, veemente, inquietante? Credo di no, penso che sia stato un grosso errore. Troppo palese anche se, ad onor del vero, a tratti molto sottile e furba.
Forse il signor Kant, tirato in ballo strumentalmente, si sarà leggermente rigirato infastidito. Kant di cui Herder ebbe a dire che "il dispotismo era contrario al suo spirito" e il cui celebre epitaffio recita "due cose hanno soddisfatto la mia mente…: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me". Kant, che diceva sì del legno storto, qual è l'uomo mescolanza di bene e male, ma che nutriva la speranza che da esso potesse nascere un albero dritto.
Quindi direttore, ascoltando e osservando, disturbando Manzoni e Dante, mi sono chiesto a quali personaggi avrebbe associato Lei e il signor Berlusconi, il primo nel suo "I promessi sposi" ed il secondo...
Pace e bene. La saluto
Vittorino Albenga
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Con un ringrazimento per la recente iniziativa milanese, le giro il link una citazione dal suo amato Leo Strauss che ben si adatta ad un giudizio complessivo su Umberto Eco.
Cordiali saluti
Alessandro Rossi
Cordiali saluti
Alessandro Rossi
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Egregio Direttore,
non le saremo mai grati abbastanza per quello che ha fatto. Pochi, forse nessuno, hanno il coraggio di chiamare la realtà con parole nitide come le sue.
Tuttavia mi sembra che oggi si sia aggiunto un altro attore contro il quale sarà oltremodo arduo parare le contromosse.
Dopo aver lasciato correre per mesi in perfetto silenzio le intemerate di Fini che "mascariava" la terza carica dello stato, reagendo stizzito solo verso il Pdl,
dopo aver passato sotto silenzio pressoché totale l'azione eversiva della procura di Milano, che prima ha violato la riservatezza e la vita privata delle persone (e quindi lo spirito di quella Costituzione che invece egli brandisce ogni volta contro la parte politica avversa) e poi ha sbeffeggiato le decisioni del parlamento,
adesso che il centro destra e il suo capo cercano di reagire al golpe giudiziario anche con iniziative di impatto mediatico, ché tante altre vie non vi sono, tira fuori la minaccia: "o si abbassano i toni o si rischia di far finire la legislatura"!. Guarda caso proprio quando il suo partito di riferimento ha ormai scelto le urne come unico rimedio e dopo aver per mesi gridato "no alle urne!" quando invece sembrava che potessero convenire a Lega e PdL.
Sarà che on mi è simpatico ora come non mi piaceva prima, ma penso che si avveri il giudizio, o la premonizione, del grande Cossiga.
Con stima Mario Boni Bartalucci
Con stima Mario Boni Bartalucci
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Egregio Ferrara, questa mattina ero presente in mutande e vivo.Ho apprezzato e condiviso ogni punto del filo logico del suo ragionamento.Nutro qualche perplessità sul suo invito finale rivolto al Cavaliere di riproporsi con lo stesso spirito libertario del 1994.Mi sono venute immediatamente venute in mente due situazioni,la prima quando un dimesso Romano Prodi ebbe apparentemente la meglio in un dibattito a due prima delle elezioni;la seconda quando il Presidente non ebbe adeguata capacità di sopportazione di fronte alle provocazioni dell'Annunziata.Ora dopo tutti gli attacchi vili,ingenerosi,proditori etc. che Silvio Berlusconi ha dovuto subire sarei più tranquillo se,in questi prospettati contradditori,lei Ferrara fosse presente,se non come mentore,almeno come moderatore.
Mi trovo invece in totale disaccordo quando lei propone "l'elogio a Cruciani" e le spiego,qui di seguito,solo alcuni dei motivi.
Quando Papa Benedetto fu costretto da una minoranza a rinunciare all'inaugurazione dell'anno accademico all'università La Sapienza,Cruciani,nel corso della trasmissione La Zanzara,manifestò la sua insipienza e appoggiò le motivazioni ostative.Passo a tempi più recenti quando lo pseudo conduttore,fruendo della collaborazione intellettuale di Telese e Parenzo,si defilava e lasciava libero spazio alle considerazioni ingiuriose dei due su Berlusconi e sulle donne del Pdl.Il leitmotiv della Zanzara fu per diverso tempo Noemi,adesso è Ruby e l'esaltazione dell'operato dell'eroica Boccassini.Viene inoltre effettuato un accurato filtro per impedire a chi,come il sottoscritto,vorrebbe esprimere un parere contrario.Non mi dilungo ulteriormente ma penso di poter inserire Cruciani,per la sua ignavia,in quel martellamento mediatico che lei ha ricordato nel suo intervento.
La volevo infine informare che la troupe di Anno Zero,oltre ad avere un diverbio con l'on.La Russa,all'uscita proponeva domande tendenziose e provocatorie.Purtroppo mi sono accorto che qualcuno è caduto nella trappola e,non rispondendo in modo appropriato,ha fornito a Santoro facili strumenti di critica.Penso che lei,peraltro, abbia già avuto modo di ascoltare le superficiali considerazioni di Bersani e Casini sulla manifestazione odierna.Mi hanno riferito che lei raramente legge le mail.Se fosse questo anche il caso della mia,pazienza,la mia stima per lei rimane,comunque, immutata.
Cordialità,
Teresio Camensi
Mi trovo invece in totale disaccordo quando lei propone "l'elogio a Cruciani" e le spiego,qui di seguito,solo alcuni dei motivi.
Quando Papa Benedetto fu costretto da una minoranza a rinunciare all'inaugurazione dell'anno accademico all'università La Sapienza,Cruciani,nel corso della trasmissione La Zanzara,manifestò la sua insipienza e appoggiò le motivazioni ostative.Passo a tempi più recenti quando lo pseudo conduttore,fruendo della collaborazione intellettuale di Telese e Parenzo,si defilava e lasciava libero spazio alle considerazioni ingiuriose dei due su Berlusconi e sulle donne del Pdl.Il leitmotiv della Zanzara fu per diverso tempo Noemi,adesso è Ruby e l'esaltazione dell'operato dell'eroica Boccassini.Viene inoltre effettuato un accurato filtro per impedire a chi,come il sottoscritto,vorrebbe esprimere un parere contrario.Non mi dilungo ulteriormente ma penso di poter inserire Cruciani,per la sua ignavia,in quel martellamento mediatico che lei ha ricordato nel suo intervento.
La volevo infine informare che la troupe di Anno Zero,oltre ad avere un diverbio con l'on.La Russa,all'uscita proponeva domande tendenziose e provocatorie.Purtroppo mi sono accorto che qualcuno è caduto nella trappola e,non rispondendo in modo appropriato,ha fornito a Santoro facili strumenti di critica.Penso che lei,peraltro, abbia già avuto modo di ascoltare le superficiali considerazioni di Bersani e Casini sulla manifestazione odierna.Mi hanno riferito che lei raramente legge le mail.Se fosse questo anche il caso della mia,pazienza,la mia stima per lei rimane,comunque, immutata.
Cordialità,
Teresio Camensi
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Caro Ferrara, ho apprezzato le sue note capacità dialettiche, e non solo, durante la riunione al Dal Verme. Purtroppo però mi sembra dover, mio malgrado, dar ragione a Grillo, quando dice che con Pertini la situazione si sarebbe risolta molto facilmente. Nel recente incontro Napolitano-Berlusconi il nostro presidente non doveva dilungarsi sulla evidente necessità di evitare conflitti istituzionali, ma doveva far presente al Cavaliere l'incompatibilità della sua vita privata "da peccatore" con la carica ricoperta. Ribaltone? Elezioni anticipate? Niente di tutto questo, Napolitano avebbe dovuto chiedere ai dirigenti PDL presenti di esprimere il nome di un altro candidato alla posizione di primo ministro e portare a termine in tal modo la legislatura. La democrazia non ha bisogno di "leader massimi". anche la crisi attuale del PD mi sembra originita dalla disperata ricerca di una tale figura, brutto segno per il nostro paese. Cordialmente, Ettore Castiglioni - Barzanò (Lecco)
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Caro Signor Ferrara, come uomo libero, voglio ringraziarla per la Sua chiara e intelligente presa di posizione in questa squallida recita dei nuovi moralisti. Se ha tempo (e voglia), può leggere l'articolo che al proposito ho scritto sul sito "Riscossa Cristiana". Le inoltro anche quanto ha scritto per Lei il nostro più illustre collaboratore, il prof. Piero Vassallo: "'Carissimo Paolo, hai scritto un eccellente articolo su Ferrara - ho vissuto cinquanta anni nella destra ghettizzatta insieme con Giorgio Del Vecchio (mio lontano parente) Giano Accame, Gianni Baget Bozzo, Giovanni Volpe, Sergio Panunzio, Nicola Petruzzellis, Francesco Grisi, Augusto Del Noce, De Tejada, Fausto Gianfranceschi ecc - grandi uomini sui quali è calato l'oscuramente - conosco la durezza e l'amarezza della navigazione contro corrente - e credo di poter dire che la scelta di Ferrara è all'altezza delle più belle e coraggiose pagine della storia contemporanea - la ammiro - cercheranno di fargliela pagare ma non ci riusciranno, poiché i settari e i moralisti (gratti il moralisti e trovi il cialtrone, mi spiegava don Gianni quando fondammo Renovatio) hanno paura dei veri uomini - peccato che siano pochi...'. Piero Vassallo vecchio militante al crepuscolo la saluta con affetto e riconoscenza". Con sincera stima, un caro saluto, Paolo Deotto, direttore di Riscossa Cristiana
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Sarà stato l'incontro sul volo 624 by Alitalia il 18 dicembre, i simpatici bassotti o il democratic style nella consueta ed estenuante "fila per la libertà" alla custom area. Ma ora, dopo l'iniziativa al teatro "Dal Verme" in difesa della varietà dei costumi, dai libertines ai saints, dai peccatori ai virtuosi, non posso che palesarle ammirazione e supporto. Almeno per questa battaglia di re-emancipation. Cordialmente, Fabio Sacco
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Sarà stato l'incontro sul volo 624 by Alitalia il 18 dicembre, i simpatici bassotti o il democratic style nella consueta ed estenuante "fila per la libertà" alla custom area. Ma ora, dopo l'iniziativa al teatro "Dal Verme" in difesa della varietà dei costumi, dai libertines ai saints, dai peccatori ai virtuosi, non posso che palesarle ammirazione e supporto. Almeno per questa battaglia di re-emancipation. Cordialmente, Fabio Sacco
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Egregio Direttore, sono Fausto Filippis,un semplice insegnante di educazione fisica di 50 anni, normalmente la politica non mi ha molto coivolto,ma le Sue parole spesso mi hanno colpito,mi dia il permesso, di ammirare le Sue profezie su immigrati, aborto e Sue sue ultime mutandate Da domani sarò anche io un lettore del Foglio. Non demorda La prego continui in questo modo. I miei ossequi, Fausto Filippis
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Caro direttore, la ringrazio per quello che sta facendo aiutando il cavaliere a rimanere al potere. Devo anche ringraziare il Presidente Silvio Berlusconi, per quello che sta facendo con il suo modo di vivere che rispecchia chi lo ha votato, ma anche chi non lo ha votato. Non credo che lui sappia quale importanza avrà nella storia di questo paese. Più lui rimarrà al potere, più la gente si sveglierà dal suo immobilismo individuale. Berlusconi bisogna solo ringraziarlo perchè come vediamo in questi giorni, sono sempre gli uomini forti, e potenti, che svegliano la gente dalla paura, altrimenti la gente continuerebbe a dormire anni e secoli nella loro ignorante inconsapevolezza. La responsabilità ricade sempre sullo schiavo se esiste il padrone. Più il padrone sarà docile e darà da mangiare e comodità allo schiavo, più lo schiavo sarà legato al padrone e arriverà perfino ad adorarlo e morire per lui per quanto bene gli ha fatto. Ma se il padrone non si comporta bene con lo schiavo, più lo schiavo sarà trattato male, allora lo schiavo non guarderà più il suo padrone con gli occhi del bisogno, ma lo guarderà con gli occhi della verità, e per il padrone sarà la fine come la storia insegna. Grazie Ferrara. Grazie Berlusconi. La Vita libera del futuro vi ringrazierà. Con cuore, Bruno Franchi
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Caro direttore, ho seguito la vostra riunione via internet. Ho letto il Foglio tutti i giorni per diversi anni condividendone le iniziative pop di minoranza via via snocciolate comprese e soprattutto le uova a Benigni. Questa volta non capisco, ho letto gli articoli e ascoltato gli interventi ma mi riesce difficile coniugare il liberalismo con Iva Zanicchi. Tifare per la libertà è bello e sempre appassionante e, in ultima istanza, giusto. Quello che resta della Sinistra italiana pare non averlo capito, il popolo lo ha sempre saputo. Ma siamo sicuri che difendere amoralmente Berlusconi sia una battaglia di libertà? Io vedo tante persone, brave persone, che si attaccano rabbiosamente allo status quo, che non pensano al futuro, che non hanno scatti in avanti se non nel compiacere il Capo o per stargli più vicino possibile. Si parla di libertà e cerchiamo di imporre la nostra agli altri. Lo stesso uso che si fa oggi della verità, quella giudiziaria e quella parlamentare. Guardo la politica con distacco laico e vedo una continua guerra tra bande che fanno politica a Roma e affari in provincia. Se cancellassimo per dieci minuti la persona Silvio Berlusconi sarebbe un breve momento di imbarazzo per tutti. E di vuoto, provi ad immaginare. I meno imbarazzati potrebbero dedicarsi al dossier nordafricano, lavorare perché la libertà dei popoli prevalga su quella dei miltari o degli estremismi religiosi, perché l'area sarà a breve commercialmente sensibile. In dieci minuti di silenzio potremmo scoprirci più africani che tedeschi. Sempre in dieci minuti Lei potrebbe scrivere un editoriale sul 17 marzo, una festa che palamentari sempre sul posto di lavoro vorrebbero farmi festeggiare al lavoro. Loro lavoreranno per assicurare al Paese un alto tasso di crescita? Come si può aumentare la loro produttività ai livelli della mia? È una data simbolica, condiviamola come fosse un nuovo 25 aprile desacralizzato. Non ambisco ad avere la libertà di organizzare "feste private con delle belle ragazze". È un interesse di pochi, per chi se lo può permettere, e non mi pare uno dei cardini del pensiero liberale. Perché riunirsi per difendere questo diritto usando a sproposito la voce libertà? Perché andare in piazza con il proprio corpo di donna per il proprio corpo di donna se poi, con quel corpo di donna non ci puoi fare quel che ti pare nel rispetto della legge e della dichiarazione dei diritti dell'uomo? Rassegnamoci, la situazione è confusa per tutti. Per gli uomini e per le donne di buona volontà, Travaglio e Di Pietro esclusi. Non credo che le mutande come le sciarpe biache possano riportare la politica al rango che merita. Organizzare una manifestazione per il diritto di Berlusconi a governare senza avvocati, videomessaggi e Alfonso Signorini intorno quello sarebbe molto educativo. Anche per gli sponsor tecnici della magistratura, gli amici della via giudiziaria e a chi chiede a Casini di vergognarsi di Cuffaro. Un rischio educativo per un Paese che sta cominciando a voler essere governato bene. In piazza per l'educazione di tutti. Cordialità, gm
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Gentile direttore, ho molto apprezzato il Suo intervento di oggi al Dal Verme, col quale esortava il Cav a non rinchiudersi nella sua veste di imputato ma a reagire parlando agli italiani di economia e di futuro, nello spirito innovatore del '94. Tra i tanti - pur volenterosi ma a volte non all'altezza - consiglieri del Berlusca, mancava la Sua voce, che finalmente torniamo a sentire forte e chiara come ricordavamo. Spero che il Cav segua i Suoi consigli soprattutto perché le elezioni sembrano vicine. Non voglio lasciare ai miei figli un Paese in cui una procura della Repubblica decide chi è legittimato a governare e chi no. Forza direttore, contiamo su di Lei! Vittorio Ghelli.
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Caro Direttore, finalmente una Voce fuori dal coro. Finalmente una presa di posizione ironica e moderna che ci riporta alla “luce” dei fatti e che risveglia un'Italia lobotomizzata dal regime mediatico-televisivo. Chi è schierato rimarrà convinto delle proprie idee. Gli schierati, come i tifosi delle squadre di calcio, sono schiavi; la Libertà è la scelta di stare sopra le parti e ai fatti. Credo che a quel 40% di indecisi, dei sondaggi, farebbe bene rivedere in TV l'edizione integrale "In mutande ma Vivi”. I morti come Gad Lerner hanno già cambiato registro nelle loro trasmissioni. Una parte di noi è protetta dagli anticorpi culturali, una parte di noi non cade nei tranelli anche se rischia di esserci trascinata, ma ... quelli più deboli? Grazie. Enrico Giovannacci
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Egregio Direttore. Io, fermamente credente in Dio,tuttavia dissenziente da qualsiasi falso moralismo, approvo la sua seria e al contempo ironica Manifestazione mutandata non soltanto per il fatto che, la libertà, è indistintamente patrimonio di tutti,ma anche convinta che Gesù, vivooggi in terra, non avrebbe esitato a scegliere, fra la pecora smarrita e i sepolcri imbiancati. Non Le scrivo in difesa del Premier il cui vissuto, per nulla appartenendomi, nè per conoscenza personale, nè per politica, attiene a sua esclusiva coscienza morale, ma nella convinzione che la diffusione di atti veri, o meno riguardanti il dossier di un processo debbano essere rigorosamente segretati fino al giorno della loro escussione in tribunale come del resto, la legge impone, qualunque sia il cittadino da sottoporre a giudizio; non si dice infatti essere avviso di garanzia la citazione inviata all'interessato? Conveniente svolgimento vorrebbe che gli "avvisati" venissero per loro sacrosanto diritto processati, condannati, oppure assolti, senza clamore alcuno,nel rispetto delle persone coinvolte e della credibilità della Magistratura che, come vede, scrivo maiuscola volendo pensarla in maggior parte degna del proprio mandato. Né è mia intenzione tappare la bocca alla stampa liberissima di diffondere i fatti di cui viene a conoscenza,( sempre gratuitamente?),la quale ha il dovere di informare, mai di diffamare.Quando la Francia si trovò a dover affrontare i casi piùttosto pruriginosi di Mitterand e Chirac risolse di adottare il riserbo, non per occultare il loro discutibile operato bensì, per salvare la dignità internazionale della nazione, dignità di cui, qui, tutti parlano a piena bocca,ma di cui,si fa scempio continuo addossandone la colpa all'avversario; così, poco, a poco, nasce nell'elettore l'idea che, tutto ciò che fa capo alla legge, o alla politica sia corrotto e che, al Popolo Sovrano più che la corona si stia mettendo in capo un berretto a sonagli, tanto è vero che c'è chi propone di scavalcare l'elettorato mediante un' azione extraparlamentare... ma attenzione! Il Popolo non è l'imbecille che spesso si crede, nè l'imbelle che non capisce nulla; se al Popolo , stanco e mazziato , un giorno venisse in mente di disertare le urne in massa tutti quei ben saziati intellettuali,( solo loro?) e signori vocianti di politica, di libertà e moralismo, finirebbero con il sedere per terra. Mi creda Direttore, il Popolo capisce tutto, ma proprio tutto, tanto è vero che, nei sondaggi, gli indici di astensionismo sono in continuo aumento e ciò è assai grave perchè, guai a far pensare al Popolo di non potersi fidare di nessuno, nè in politica , nè in magistratura ... e qui ho scritto minuscolo, perchè la magistratura si dimostra carente e la politica, inesistente; in più il ciarlare presuntuoso derivante da tutte le fazioni circa ciò che il Popolo Italiano vuole,da idea al medesimo in quali mani si trova.
La Nazione affoga nel fango, certamente non per volontà del Popolo Italiano che, impotente, è costretto a subire un luridume verbale insopportabile. Democrazia sta languendo, Direttore. Langue nella sobrietà di chi dovrebbe farsene depositario, langue nelle fazioni che, per il proprio interesse, ingrossano a dismisura lo scandalo, langue nel desiderio di tirature maggiori, langue soprattutto nel confondere la libertà con il tornaconto. Come vede, il Popolo capisce e ne trae conclusione.
Con la Sua Manifestazione Lei ci ha fatto riflettere tutti per quel che dobbiamo essere veramente cioè, persone diversamente pensanti per azioni e idee, tuttavia contemporaneamente disposte al diritto della libertà e del rispetto di ciascuno, nell'accettazione di una legge apolitica e di una politica prodigantesi per qualcosa, non contro quacosa. Per tutta la vita io ho votato quei partiti,( non sempre gli stessi) che, a mio avviso, prospettavano uomini e donne affidabili; a volte mi hanno soddisfatta, altre volte no, per cui li ho cancellati andando oltre.Ora , a pensare di dovere votare mi viene la nausea. Prima, o poi, questa congiuntura passerà, il Popolo tornerà veramente ad essere Sovrano e a credere nella valenza del proprio voto, perchè così deve essere... e mi creda, non sono una bieca populista, ma un'italiana che non volendo votare per burla accetta la caduta di un Governo, o la sua elezione soltanto dietro regolari votazioni poi, rosso, verde, giallo, oppure blu, governi chi è stato eletto.Come si dice: E' la democrazia, bellezza! Niente altro che la democrazia, quella che il Popolo Sovrano vuole Distintamente. Evi Guida
La Nazione affoga nel fango, certamente non per volontà del Popolo Italiano che, impotente, è costretto a subire un luridume verbale insopportabile. Democrazia sta languendo, Direttore. Langue nella sobrietà di chi dovrebbe farsene depositario, langue nelle fazioni che, per il proprio interesse, ingrossano a dismisura lo scandalo, langue nel desiderio di tirature maggiori, langue soprattutto nel confondere la libertà con il tornaconto. Come vede, il Popolo capisce e ne trae conclusione.
Con la Sua Manifestazione Lei ci ha fatto riflettere tutti per quel che dobbiamo essere veramente cioè, persone diversamente pensanti per azioni e idee, tuttavia contemporaneamente disposte al diritto della libertà e del rispetto di ciascuno, nell'accettazione di una legge apolitica e di una politica prodigantesi per qualcosa, non contro quacosa. Per tutta la vita io ho votato quei partiti,( non sempre gli stessi) che, a mio avviso, prospettavano uomini e donne affidabili; a volte mi hanno soddisfatta, altre volte no, per cui li ho cancellati andando oltre.Ora , a pensare di dovere votare mi viene la nausea. Prima, o poi, questa congiuntura passerà, il Popolo tornerà veramente ad essere Sovrano e a credere nella valenza del proprio voto, perchè così deve essere... e mi creda, non sono una bieca populista, ma un'italiana che non volendo votare per burla accetta la caduta di un Governo, o la sua elezione soltanto dietro regolari votazioni poi, rosso, verde, giallo, oppure blu, governi chi è stato eletto.Come si dice: E' la democrazia, bellezza! Niente altro che la democrazia, quella che il Popolo Sovrano vuole Distintamente. Evi Guida
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Caro Direttore, La prego di volere esprimere al "mio" Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi tutta la mia sincera solidarietà per questa ennesima campagna "diffamatoria-giudiziaria-mediatica", avente ancora una volta la finalità di volere abbattere questo Governo eletto democraticamente. Ascolto all'unisono personaggi come, Mineo, Floris, Santoro, Lerner, Gruber e tanti altri ancora parlare di etica, estetica, morale e dignità quali depositari di un pensiero-unico, manipolandolo ad uso e costume. Ha ragione Lei Direttore, non permetterò a nessuno di impartirmi, inocularmi il "verbo della loro morale", ricorrerei alla roncola perché la Libertà, la mia libertà non ha prezzo. La saluto cordialmente. Francesco Lucarelli (ex salesiano)
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Questa sera sono felice, come cittadino. Finalmente ho sentito da Lei e dagli altri intervenuti al Dal Verme parole di buon senso, di grande e semplice verità! E ha detto bene Sallusti: era ora che uno come lei, direttore, tornasse a parlare in pubblico in modo così forte. Vi prego: non fermatevi! C'è assoluto bisogno di voi tutti, di Lei, di Sgarbi, di Ostellino, di Buttafuoco, di Langone ecc.. per porre un argine al mare di sudiciume che viene sparso in giro a piene mani da finti intellettuali, da telepredicatori (i Travaglio, i Santoro, ecc) sozzi fin nello sguardo, con quegli occhi pieni di livore, di odio, da direttori e direttrici di giornali che, con inaudita faccia tosta, stanno provando a spacciare per chissà quale nobile battaglia contro il Mostro il loro eterno ossessivo miserabile scopo: abbattere Berlusconi con qualunque mezzo!! Sono felice che infine siate arrivati, e credo nel momento giusto, poiché è chiaro che la Procura di Milano sta provando a sferrare l'attacco finale. Una Procura e un gruppo di Pm davvero scandalosi nella loro caccia ossessiva al Presidente. Io sto con Berlusconi; quello che gli hanno fatto - praticamente gli hanno devastato la vita privata - è semplicemente scandaloso, anzi: è questo il vero immenso scandalo in tutta questa vicenda. E mi sembra molto triste e penoso che il Presidente Napolitano non trovi il modo di dire una parola circa gli abusi della suddetta Procura. Quanto ci manca in queste ore il Francesco Cossiga dei tempi migliori: lui saprebbe cosa dire, ed avrebbe anche il coraggio di dirlo!". Mi scuso, Direttore, per la lunghezza della mail ma, mi creda, è davvero grande la gioia che provo... forse, da oggi, il Cavaliere è un po' meno solo in quella che si prefigura come la sua battaglia più difficile e rischiosa. Speriamo bene. Arrivederci. Giovanni Mazzone. P.s.: ho trovato molto delicate e profonde le sue parole "cosa ne so io di cosa ha significato per lui il divorzio dalla moglie e la morte della madre?": un vero pensiero cristiano...
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AscoltarLa, caro direttore, al tepore del sole in largo Callas (perché alle 10.20 il Dal Verme era già strapieno), è stato un vero piacere. Unica sommessa critica: le citazioni di Kant dovrebbero essere più accurate. La filosofa prediletta da Eco è la moglie di Diabolik, non di Ginko. Carlo Momigliano
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Caro direttore, lei ha proprio ragione. Abbiamo bisogno del Berlusconi vero, di quello combattivo e fantasioso, non di questo un po’ ingessato e malinconico. Il Berlusconi vero ha però bisogno di una scossa, ha bisogno di tuffarsi nei problemi concreti degli italiano, ha bisogno di andare all’estero a “vendere” il prodotto Italia, ha bisogno di sommergere il Parlamento di leggi finalmente liberali, ha bisogno di lasciare da parte starlette e party e di lasciare a marcire compagni di viaggio e suggeritori ormai consumati, poco innovatori e che hanno usato il messaggio berlusconiano per I propri comodi. Deve ritornare a fare l’Imprenditore della politica. Ha bisogno di ritrovare spinta innovatrice e un approccio da Caterpillar. Ha bisogno, secondo me, di rinvigorire il suo messaggio, ormai vecchio e non sempre lucido. Ha bisogno di un nuovo manifesto di un partito finalmente liberale che si occupi di aprire finalmente il mercato per dotarlo di quegli strumenti indispensabili nell’epoca della network society, per fare leva sulla grande capacità imprenditoriale italiana, per creare quelle condizioni infrastrutturali, politiche, filosofiche e sociali che consentano agli italiani di uscire dal guscio ed andare a competere su tutti i mercati del mondo. L'Italia è ormai un paese per vecchi con Istituzioni non più in linea con le necessità moderne e un popolo che sta lentamente perdendo di mordente e progettualità innovatrice. Insisto sul messaggio perchè quello che non riesco a cogliere in questo momento sono I principi guida ispiratori delle singole azioni, non vedo il quadro di riferimento complessivo. Non vedo un progetto chiaro. L’unico che può riuscirci è il Presidente Berlusconi, ma deve farlo subito, prima che la Soria lo etichetti per il bunga bunga e non per quella rivoluzione liberale che, a parole, dice di volere attuare. Lei continui così! Grazie e a presto. Carlo Murolo
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Grazie per la manifestazione di ieri !!! Aiuti la politica ad uscire dal guado della finzione e del cinismo… Con ossequi, Rino Nania
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Illustre Giuliano, devo confessarLe i miei peccati di 20enne. Non è stata solo la pigrizia a farmi desistere dal partecipare alla Mutandata Fogliante di stamane, ma, lo ammetto con un po' di vergogna, anche un pizzico di codardia: con quale coraggio avrei potuto riferire al mio migliore amico la cui madre tra poche ore scende in piazza con sciarpa bianca, faccia incazzata e tutto il resto che io in questa guerra sto dalla parte di Lui, del Caimano, dello Psico-Nano, del Ducetto di Arcore? Sia ben chiaro, non ho mai votato l'Amor Vostro (anche perchè per ragioni di età ho votato assai poco) e anzi proprio col suddetto migliore amico sto frequentando da mesi la sede dei Radicali milanesi, ma proprio qui sta il punto: credo di essere garantista e anti-manettaro e credo con ancor più convinzione che un garantista anti-manettaro non possa esserlo ad personam, ma debba esserlo con tutti.
E' un concetto così assurdo? Ne ho parlato con i miei compagni, certo che l'ho fatto, ma le reazioni sono prevedibili: i Silvio-fan lo difendono solo perchè è Silvio, aldilà di ogni questione, mentre gli altri si dividono tra Travaglini/Grillini/D'Avanziani (e allora la risposta è scontata) e quelli più "moderati", che ti seguono nel ragionamento teorico ma quando poi vengono portati sul concreto ti guardano schifato e ti dicono: "Ma dai, quello è Berlusconi". E' da quando sono in grado di leggere un giornale che mia madre mi propina quotidianamente La Repubblica ma da qualche settimana mi sono accorto di non farcela più: perchè devo sentirmi un pezzo di sterco se non rido alle vignette di Vauro, se mi permetto di dire che non voglio che Celentano mi faccia la morale, se qualche volta oso preferire una partita di calcio a Fazio e soprattutto se penso che il Premier, come tutti noi, abbia il diritto a una vita privata, per quanto immorale? Eppure stamattina non sono venuto, evidentemente ho avuto paura di essere indicato anch'io come voi un "viscido servo venduto e asservito al potere di S.B.", come amano definirvi con estremo amore per il dialogo e la democrazia i vari Michele Serra e Eugenio Scalfari (a proposito, si dice Repubblichini o Repubblicani?). Spero che non ci sia mai più bisogno di una manifestazione del genere, ma ho ahimé il presentimento che la magistratocrazia durerà ancora a lungo e quindi spero la prossima volta di trovare il coraggio di esserci. Mio padre, ex sessantottino maoista, stamattina c'era. Chiudo con un sincero ringraziamento a Lei e a tutti i suoi compari, in particolare al Sommo Marcenaro, che ogni mattina regala a mio padre un sorriso in un momento non facile.
Alessandro Negri
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E' un concetto così assurdo? Ne ho parlato con i miei compagni, certo che l'ho fatto, ma le reazioni sono prevedibili: i Silvio-fan lo difendono solo perchè è Silvio, aldilà di ogni questione, mentre gli altri si dividono tra Travaglini/Grillini/D'Avanziani (e allora la risposta è scontata) e quelli più "moderati", che ti seguono nel ragionamento teorico ma quando poi vengono portati sul concreto ti guardano schifato e ti dicono: "Ma dai, quello è Berlusconi". E' da quando sono in grado di leggere un giornale che mia madre mi propina quotidianamente La Repubblica ma da qualche settimana mi sono accorto di non farcela più: perchè devo sentirmi un pezzo di sterco se non rido alle vignette di Vauro, se mi permetto di dire che non voglio che Celentano mi faccia la morale, se qualche volta oso preferire una partita di calcio a Fazio e soprattutto se penso che il Premier, come tutti noi, abbia il diritto a una vita privata, per quanto immorale? Eppure stamattina non sono venuto, evidentemente ho avuto paura di essere indicato anch'io come voi un "viscido servo venduto e asservito al potere di S.B.", come amano definirvi con estremo amore per il dialogo e la democrazia i vari Michele Serra e Eugenio Scalfari (a proposito, si dice Repubblichini o Repubblicani?). Spero che non ci sia mai più bisogno di una manifestazione del genere, ma ho ahimé il presentimento che la magistratocrazia durerà ancora a lungo e quindi spero la prossima volta di trovare il coraggio di esserci. Mio padre, ex sessantottino maoista, stamattina c'era. Chiudo con un sincero ringraziamento a Lei e a tutti i suoi compari, in particolare al Sommo Marcenaro, che ogni mattina regala a mio padre un sorriso in un momento non facile.
Alessandro Negri
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Egregio Direttore, nel bar dell’Autogrill nei pressi dell’imbocco dell’Autostrada Civitavecchia-Roma ebbi modo di dirle che “ammiravo il suo cervello”. Lei mi rispose un grazie profondo e riconoscente. Oggi le dico che ammiro anche il suo cuore. Ho visto il servizio che il Tg5 ha realizzato in occasione dell’incontro da lei voluto e, immagino, organizzato; finalmente si cominciano a sentire parole vere che ben descrivono l’impianto che, alcuni Magistrati veramente facinorosi, appositamente reclutati nel lontano ’68, come affermato da un caro amico Questore oggi in pensione che, ai tempi, svolgeva la sua opera in quel di Bologna (!!), praticano contro un avversario realmente troppo forte perché ammirato dalla maggior parte del nostro popolo. Le espressioni, il linguaggio, i modi di fare semplici, sempre definitivi collocano, il “politico” Berlusconi, nella dimensione delle persone comuni e normali, i quali affacciandosi dalla finestra osservano e descrivono ciò che vedono. Pigliamo spunto dalla sinistra, uniamoci ed esercitiamo la nostra forza, quella pulita, quella traente che mai ha dietrologie o logiche di esclusivo potere che sta logorando chi non ce l’ha (unico concetto ammirevole costruito da Andreotti). A lei, che ha cervello e cuore, va il plauso del parlare saggiamente e con coerenza. Dal 17 febbraio (e me lo ricordo bene perché dal 1952 il 17/2 è il mio compleanno) del 1992 mi sono chiesto chi avesse organizzato quelle azioni che hanno portato alla fine la prima Repubblica. Era, a tutti gli effetti, un colpo di stato. Oggi lo so; l’ho capito! Mi chiedo con vero interesse chi muove i fili di questi burattini! Chi è il vero burattinaio. Nomi? Certamente, Direttore, l’eminenza grigia (si fa per dire) D’Alema. È degno pilota, sepolcro imbiancato, peggio di un DC; falso ed intrigante. Mi ci gioco la testa! E continuo a chiedermi, come mai non si riesce ad intercettare questa rete, quelle frequenze, i loro cellulari, come loro fanno con gli altri? Sono un medico e spesso faccio relazioni su vaccini e immunologia in corsi o congressi; gli universitari parlano un linguaggio certamente utile, ma non sono in grado di far comprendere i semplici concetti che portano gli operatori alla convinzione sulla bontà delle loro azioni. Io sono sempre stato in trincea ed ho vissuto i veri problemi: quando parlo, la sala è sempre sveglia e attenta e il successo è tanto. Forse questa è la differenza tra un politico e Berlusconi! Mi perdoni la mia troppo personale attestazione di autostima, ma so per certo che lei capirà ciò che intendo. Mi piacerebbe stringerle di nuovo la mano. Con stima e con affetto solidale, Dottor Luigi Sudano
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Gentile Direttore, non mi dilungherò in ragionamenti politici o filosofici. Tengo solo a ringraziarla perchè il suo intervento e la sua presa di posizione netta, sono stati leteralmente una boccata di aria pura in questo clima di odio e falso moralismo. Grazie. Le rinnovo la mia stima -aumentata ancor più- e le auguro un buon lavoro. Adalberto Vianello. Venezia
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Caro Ferrara, ma non si è stufato di stare sempre dalla parte "sbagliata"? Secondo me stavolta si divertirebbe molto di più a stare con i "buoni"! Pensi quanti bellissimi editoriali sul suo "ravvedimento"! Sarebbe come tornare a casa, dopo decenni. Certo il nonno è un po' rincoglionito, la vecchia zia non ti riconosce e ti scambia per qualcun altro ma tutti gli altri.... ti ricordi… e quella volta che… ah ma io lo sapevo che prima o poi tornavi… che festa! Editoriali al tg3, guest star ad anno zero… una pacchia. A cena tutte le sere con Ezio e Eugenio! E poi vuoi mettere che colpo di teatro! La vera spallatona finale! Mi dia retta! Ci pensi… Sinceramente sua, Anna (tra i buoni)
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Egregio Direttore, apprezzo il suo impegno e sento di condividere, anzi avverto ben esplicitati da lei i miei pensieri su quanto va accadendo. Come credente, vorrei poter credere anche in tante esibite "conversioni" ad una matrice cristiana. Ma ho bisogno di un governo che sia il più credibile di quelli ora possibili e che per ora è quello per cui ho votato. Continui a darci voce. Oliviero Appolloni, Dirigente scolastico Siena
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Buongiorno Direttore, ci è piaciuta la sua filippica al Dal Verme e la sua cravatta di seta era in perfetta combinazione con le sue parole, con il bel cervo che stava a rappresentare la sua grinta, grazie per i comaschi artigiani del bello e delle tradizioni comasche! Antonio Boselli