Obama d'accordo sul comando della Nato per la missione in Libia

I caccia della coalizione internazionale hanno attaccato un aereo militare che si dirigeva da Tripoli verso Bengasi. Lo riferisce la tv araba al Jazeera. Secondo l’emittente del Qatar, l’attacco è avvenuto mentre il caccia libico sorvolava una zona che dista 60 chilometri da Bengasi. Leggi Il Cav. vuole una conclusione rapida e la via diplomatica. Perciò frena Parigi e incalza la Nato - Leggi Guerra libica “tardi e male”, e uno Scalfari “pari e dispari” di Giuliano Ferrara - Leggi Combattere come un liberal
22 MAR 11
Ultimo aggiornamento: 10:58 | 17 AGO 20
Immagine di Obama d'accordo sul comando della Nato per la missione in Libia
Il presidente americano, Barak Obama, si è detto favorevole al possibile passaggio del comando delle operazioni alla Nato. Per Obama "occorre un impegno internazionale a base ampia, comprendente anche gli Stati arabi, per applicare e imporre l'osservanza delle risoluzioni delle Nazioni Unite". L'ipotesi di un comando Nato dell'operazione "Odyssey Dawn" è caldeggiata anche dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini. Un passo necessario, secondo il titolare della Farnesina, anche per cambiare eventualmente le regole di ingaggio per i caccia italiani, che per ora non stanno colpendo obiettivi libici, e per circoscrivere l'intervento armato. "Quello che esce fuori dalla risoluzione Onu non lo accetteremo", ha sottolineato Frattini a proposito dei bombardamenti su Tripoli, criticati anche dal vicario apostolico di Tripoli, Giovanni Martinelli, perché non in linea con il vero obiettivo della missione. Lo stesso capo della diplomazia italiana ha già invocato una "azione di mediazione politica", da avviare con un "cessate il fuoco monitorato dall'Onu".
"Non creiamo polemiche artificiali sul ruolo della Nato in Libia". Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa a Parigi la portavoce del ministero degli Esteri francese, Christine Fages. "La Francia – ha ribadito – non esclude un contributo della Nato in Libia". Poi è arrivata la proposta ai paesi alleati nell'intervento contro la Libia la creazione di una "cabina di regia politica" delle operazioni militari al livello dei ministri degli esteri. A parlarne è stato il ministro degli esteri francese, Alain Juppè, preannunciando per i prossimi giorni una riunione dei ministri degli esteri dei paesi coinvolti in una capitale europea.
La Grecia pur non partecipando alla coalizione, consentirà l'utilizzo del suo spazio aereo ai caccia francesi coinvolti nelle operazioni militari in corso in Libia e che saranno di stanza sulla portaerei Charles de Gaulle, attesa entro mercoledì nelle acque internazionali al largo dell'isola di Creta.
Londra, per voce del ministro alle Forze Armate, Nick Harvey, non esclude un intervento di terra delle truppe britanniche in Libia. "Non credo che in questa fase possiamo prevederlo o escluderlo del tutto – ha detto Harvey parlando con la Bbc – pur rilevando che un eventuale intervento di terra non sarebbe di dimensioni significative". Harvey ha comunque sostenuto che la cacciata di Gheddafi non è l'obiettivo della campagna militare, sebbene questo sia "l'obiettivo politico del governo britannico".
''Abbiamo confermato la nostra disponibilità a riferire in Parlamento già domani se si ritiene che sia il giorno giusto o dopodomani se si ritiene meglio aspettare la riunione della Nato che potrebbe dare qualche informazione in più sulla nostra richiesta di comando Nato, su cui rimaniamo fermi''. Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa lasciando Palazzo Madama dopo la riunione sulla crisi libica al gruppo Pdl a cui ha partecipato anche la Lega. "Abbiamo gettato le basi per quella che spero sarà una risoluzione comune. Stiamo lavorando insieme con la Lega, sentiremo anche l'opposizione. L'ambizione è di rendere la risoluzione il più possibile unitaria".
Nei cieli della Libia, intanto, i caccia della coalizione internazionale hanno attaccato un aereo militare libico che si dirigeva da Tripoli verso Bengasi. Lo riferisce la tv araba al Jazeera. Secondo l’emittente del Qatar, l’attacco è avvenuto mentre il caccia libico sorvolava una zona che dista 60 chilometri da Bengasi.
Nel pomeriggio, inoltre, si sarebbero verificati violenti combattimenti tra le brigate di Muammar Gheddafi e i ribelli libici a sud di Tripoli. Si conterebbro almeno nove morti negli scontri a Yefren, 80 chilometri a sud della capitale. Sempre secondo la tv qatariota, le forze di Gheddafi stanno tutt'ora resistendo ad Ajdabiya e attaccando i ribelli a colpi di mortaio.
Il caccia americano F 15 Eagle precipitato questa notte si è schiantato, probabilmente per un guasto tecnico, in una zona che dista 40 chilometri dalla città orientale di Bengasi. Uno dei due piloti, riuscito a catapultarsi fuori dal velivolo, è stato salvato dai ribelli; l'altro è stato recuperato nei minuti successivi da forze della coalizione.
Questa mattina il rais ha rilanciato una controffensiva sulle città ribelli di Misurata e Zintan, mietendo decine di vittime, tra cui quattro bambini. "Le brigate di Gheddafi continuano a sparare – ha affermato il portavoce del Consiglio nazionale libico alla tv satellitare al Arabiya – e usano i civili come scudi umani". Da alcuni racconti su Twitter emerge la promessa da parte di Gheddafi di laute ricompense per l'arresto dei ribelli: seicento dinari per ogni insorto ammazzato. Secondo alcuni testimoni, un miliziano fedele al colonnello sarebbe stato catturato a Zintan, 160 km a sud ovest di Tripoli, e avrebbe confessato che 600 dinari, pari a circa 350 euro, sarebbero stati promessi a chiunque ritorni nella capitale con il cadeve di un insorto.