Sessanta morti in Siria. La polizia reagisce alle manifestazioni contro il regime
Secondo la televisione satellitare al Jazeera sarebbero almeno sessanta i dimostranti uccisi nel corso delle manifestazioni contro il regime di Assad scoppiate oggi, nel giorno del venerdì della collera. Leggi La rivolta in Siria sarà lo snodo di tutta la primavera araba - Leggi Damasco teme la fusione del nocciolo del suo esercito sunnita - Leggi Il regime di Damasco reprime la rivolta. Ora bombardiamo anche Assad? - Leggi Un documento dei servizi segreti siriani spiega al regime come resistere alla rivoluzione araba - Leggi La chance di Gerusalemme

Secondo la televisione satellitare al Jazeera sarebbero almeno sessanta i dimostranti uccisi nel corso delle manifestazioni contro il regime di Assad scoppiate oggi, nel giorno del venerdì della collera. Le forze di sicurezza siriane hanno sparato oggi proiettili contro i manifestanti che hanno protestato in diverse città del paese al termine della tradizionale preghiera islamica del venerdì. Inoltre, non si hanno notizie di ventidue manifestanti che oggi hanno partecipato alle manifestazioni. A denunciare la loro scomparsa è Ammar Qurabi, capo dell'Organizzazione nazionale per i diritti umani in Siria. Secondo Qurabi, ai morti vanno aggiunti i dispersi.
Cortei contro il regime di Bashar Assad sono stati segnalati a Damasco, Aleppo, Deraa, Homs, Banias, Qamishli e in alcune province più piccole. A Damasco, la polizia siriana ha sparato gas lacrimogeni per disperdere le centinaia di manifestanti scesi per strada dopo la consueta preghiera del venerdì. A Duma, sobborgo della capitale, alcuni testimoni hanno raccontato che almeno tre manifestanti sono stati feriti, mentre le forze dell'ordine tentavano di disperdere un corteo di decine di migliaia di persone. Nella città di Ezreh si sono registrati otto morti. A Hirak, sempre nella provincia di Deraa, da dove ha preso avvio la rivolta, a 240 chilometri a sud di Damasco, oltre diecimila dimostranti sono scesi per strada, scandendo slogan contro il regime e in favore di maggiore libertà e democrazia. Cortei anche a Qamshili, nord est della Siria, dove oltre cinquemila persone, partite dal piazzale della spianata della moschea, hanno invaso le strade della città, con le bandiere siriane e alcuni striscioni contro la corruzione. A Homs, oltre diecimila persone hanno manifestato urlando slogan in favore della libertà, nonostante i cecchini appostati sui tetti.
Ieri il regime aveva annunciato nuove riforme, la revoca dello stato di emergenza, introdotta 48 anni fa con l'avvento del partito baathista degli Assad nel 1963, l'abolizione dei tribunali speciali e l'approvazione di un decreto che prevede anche la possibilità di "manifestare pacificamente". Misure subito giudicate "insufficienti" dall'opposizione, che ha chiesto "più libertà".
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