Itinerario fogliante tra le città che eleggono i loro sindaci
That win the best
Il 15 e 16 maggio più di mille comuni italiani elegeranno il sindaco e rinnoveranno il consiglio comunale. Le principali città interessate sono: Milano, Torino, Treviso, Trieste, Bologna, Napoli, Cagliari e Olbia.Il Foglio ha seguito fin dall'inizio la corsa dei candidati con inviati, articoli e editoriali. Guarda la puntata di Radio Londra Letizia Moratti non è l'unica che dovrebbe chiedere scusa

La campagna elettorale è al termine e tra meno di 12 ore vigerà il silenzio elettorale. Il Foglio ha seguito fin dall'inizio la corsa dei candidati con inviati, articoli e editoriali.
Il Pd, fedele al metodo delle primarie per individuare il candidato sindaco, è stato il primo partito a cominciare. Ma le primarie sono una strana bestia. A volte deludono, a volte eccitano.
A Torino è andata piuttosto bene: hanno partecipato 53 mila persone che hanno scelto Piero Fassino, il candidato appoggiato dai vertici del partito. Il Pdl è arrivato un po' in ritardo, ha scelto Michele Coppola quasi fuori tempo massimo, ma negli ultimi giorni ha dato un'accelerata impressionante alla campagna elettorale. Molti ministri sono passati nel capoluogo piemontese a dare sostegno al giovane candidato contro Piero Fassino. E c'è chi pensa che il ballottaggio sia alla portata.
A Napoli invece è successo un pasticcio. Il Pd aveva appena finito di festeggiare la massiccia affluenza alle urne delle primarie, quando sono sono cominciate le denunce di brogli e le immagini dei cinesi in fila ai gazebo hanno fatto il giro del web. Nel marasma democratico è intervenuto anche Roberto Saviano a suggerire al Pd la giusta strada per uscire da questo mezzo delirio: annullare le primarie e chiedere un passo indietro ai candidati democratici.
Anche il Pdl ha avuto la sua "sindrome napoletana": un misto di feudalesimo politico, pasticci di potere, eccessi centralistici e accuse di connivenza con il malaffare che a Napoli ormai gli attori sulla scena si scagliano addosso con una facilità che fa impressione.
Nonostante tutto il Pdl ha cominciato a guardare con curiosità la selezione popolare dei candidati, e il Foglio si è chiesto cosa succederebbe se anche il Pdl s’illuminasse di primarie.
In Sardegna è andato Claudio Cerasa. Nell’isola le elezioni si giocano sulle sfide dei candidati a sindaco a Cagliari e Olbia. La campagna acquisti delle alleanze è stata piuttosto creativa e singolare.
La Lega punta a molti comuni nel nord Italia, a partire da Varese, dove oggi Umberto Bossi concluderà la campagna elettorale. Due giorni fa il Foglio ha raccontato le ricette della nuova strategia di Bossi e Maroni a Varese, a Gallarate dove la sfida è al Pdl e a Treviso dove la pancia della Lega brontola.
Il fiume verde del Carroccio è però riuscito a superare i limiti del così detto regno padano arrivando persino a sfiorare Bologna. Claudio Cerasa ha incontrato il candidato leghista del capoluogo emiliano, Manes Bernardini, che ha messo il difficoltà il rivale pd, reduce da una campagna eletorale contraddistinta da gaffe e scandali. L'anomalia è stata segnalata anche da Gianfranco Pasquino, politologo ed ex senatore della sinistra, sul Corriere della Sera e ripresa da un editoriale del Foglio.
A Milano la corsa era iniziata con i nervosismi della Lega e i pasticci del Pdl, ma sopratutto con le dimissioni del gruppo dirigente provinciale e cittadino del Pd, dopo la sconfitta alle primarie del candidato Stefano Boerie la vittoria di Giuliano Pisapia. Passate le scosse di assestamento, la campagna era proseguita all'insegna del fair play nella dialettica tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. Solo Beppe Grillo aveva prevedibilmente alzato i toni del confronto, in un comizio reinterpretato dall'Elefantino a Qui Radio Londra. Ma a due giorni dalla fine, durante il faccia a faccia a SkyTg 24, il sindaco di Milano, a pochi secondi dalla fine del confronto, per marcare la natura moderata della sua azione politica, ha accusato il rivale del centrosinistra di essere stato condannato per il furto di un'auto dalla Corte d'Assise, poi amnistiato, ma Pisapia ha poi dimostrato di essere stato assolto con formula piena.
Il confronto è stato seguito e commentato da Sandro Fusina e Umberto Silva. Luigi Amicone si è invece soffermato sul "buon modello Milano" realizzato dalla Moratti nel corso del mandato. Letizia Moratti ha ceduro allo spirito dei tempi e dovrebbe rimendiare, anche se non è l'unica che dovrebbe chiedere scusa.
Guarda la puntata di Radio Londra Letizia Moratti non è l'unica che dovrebbe chiedere scusa