Il piano quinquennale di Facebook per far capire a Google chi è che comanda
Nella conferenza stampa più anticipata degli ultimi mesi, il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, non si è limitato a presentare la funzione di videochiamata introdotta in partnership con Skype, ma ha enunciato i principi del suo piano quinquennale. A Zuckerberg non interessa più il numero di utenti che aprono un profilo su Facebook (per dovere di cronaca dice che al momento sono 750 milioni) ma il numero di elementi che vengono condivisi sul social network, 4 miliardi al giorno che crescono in modo esponenziale.

Nella conferenza stampa più anticipata degli ultimi mesi, il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, non si è limitato a presentare la funzione di videochiamata introdotta in partnership con Skype, ma ha enunciato i principi del suo piano quinquennale. A Zuckerberg non interessa più il numero di utenti che aprono un profilo su Facebook (per dovere di cronaca dice che al momento sono 750 milioni) ma il numero di elementi che vengono condivisi sul social network, 4 miliardi al giorno che crescono in modo esponenziale. “Che cosa possiamo fare di cool ora che abbiamo questa rete globale?” è la domanda che ispirerà i prossimi cinque anni dell’azienda. E’ il passaggio dall’approccio quantitativo, basato sull’espansione della struttura, a quello qualitativo: cosa possiamo fare di cool?
E dunque Zuckerberg lancia tre innovazioni: la prima è la chat di gruppo, costruita sul modello di Skype. Con un clic si possono aggiungere gli amici in una conversazione privata via chat, evoluzione dei gruppi lanciati oltre un anno fa da Facebook e che sono usati dal 50 per cento degli utenti. La seconda innovazione riguarda il design: gli amici disponibili per chattare vengono ordinati in una colonna sulla destra dello schermo. Altro frutto del lavoro di Skype. Infine, la videochiamata, succo dell’annuncio sul quale è intervenuto anche Tony Bates, Ceo di Skype, recentemente acquisita da Microsoft (“con la quale abbiamo un ottimo rapporto”). Il sistema di videochat riassume in un’unica piattaforma i pregi dei due mondi. Alta qualità video, nessun programma da scaricare, un solo clic per ogni operazione (“più veloci di così significa la telepatia”, dice un ingegnere di Facebook). I nuovi prodotti non sono rivoluzionari ma segnano un cambiamento filosofico potenzialmente enorme. Facebook smetterà di costruire prodotti interamente in casa ma si appoggerà alle aziende che offrono i migliori servizi sul mercato per integrarli nella piattaforma. Nel meccanismo vincono tutti: Fb guadagna nella qualità del prodotto e le aziende partner non aspettano altro che attaccarsi al pesce più grosso della rete. Giusto per far capire a Google chi è che comanda.
E dunque Zuckerberg lancia tre innovazioni: la prima è la chat di gruppo, costruita sul modello di Skype. Con un clic si possono aggiungere gli amici in una conversazione privata via chat, evoluzione dei gruppi lanciati oltre un anno fa da Facebook e che sono usati dal 50 per cento degli utenti. La seconda innovazione riguarda il design: gli amici disponibili per chattare vengono ordinati in una colonna sulla destra dello schermo. Altro frutto del lavoro di Skype. Infine, la videochiamata, succo dell’annuncio sul quale è intervenuto anche Tony Bates, Ceo di Skype, recentemente acquisita da Microsoft (“con la quale abbiamo un ottimo rapporto”). Il sistema di videochat riassume in un’unica piattaforma i pregi dei due mondi. Alta qualità video, nessun programma da scaricare, un solo clic per ogni operazione (“più veloci di così significa la telepatia”, dice un ingegnere di Facebook). I nuovi prodotti non sono rivoluzionari ma segnano un cambiamento filosofico potenzialmente enorme. Facebook smetterà di costruire prodotti interamente in casa ma si appoggerà alle aziende che offrono i migliori servizi sul mercato per integrarli nella piattaforma. Nel meccanismo vincono tutti: Fb guadagna nella qualità del prodotto e le aziende partner non aspettano altro che attaccarsi al pesce più grosso della rete. Giusto per far capire a Google chi è che comanda.