Tre spassionati consigli per Tremonti
L'andamento di Piazza Affari, con particolare riguardo ai titoli bancari, e lo spread che ha toccato i 337 punti base dei Btp decennali italiani sui Bund tedeschi, dopo che lo stress test ha messo in luce che le banche italiane sono fra le più solide e che è stata approvata in sei giorni la manovra di 48 miliardi di euro per il pareggio di bilancio nel 2014, hanno qualcosa di paradossale. Ma, preso atto del fatto che le Borse europee sono in flessione a causa dello scetticismo sull’Eurozona, c’è una spiegazione della cattiva performance differenziale dei nostri titoli. Leggi Piazze spiazzanti - Leggi Il mistero dell’euro, sempre a rischio di dissoluzione di Carlo Pelanda

Ma, preso atto del fatto che le Borse europee sono in flessione a causa dello scetticismo sull’Eurozona, c’è una spiegazione della cattiva performance differenziale dei nostri titoli. La manovra di finanza pubblica non ha convinto i mercati perché il suo effetto sul rapporto deficit-pil e sull’avanzo primario, i due indicatori del risanamento, non sono stati del tutto chiariti. Sembrerebbe che la riduzione del deficit sia troppo spostata sul 2013 e sul 2014, mentre non si è fatto nulla per la crescita, tramite politiche pro mercato.
I Btp con un rendimento del 6 per cento, se disorientano gli investitori esteri, non allettano i nostri risparmiatori, che anzi temono l’inasprimento della tassa sulle rendite finanziarie, prospettata nell’ambito della legge delega sui tributi. Per questo ci permettiamo di dare al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, tre garbati, seppure spassionati, consigli.
Innanzitutto vari un maxi programma di privatizzazioni in parte immobiliare e in parte di imprese pubbliche che possa fornire un gettito da 15-30 miliardi di euro, in modo da ridurre di altrettanto il fabbisogno del Tesoro fin dalle prossime emissioni. Inoltre chiarisca gli effetti della manovra già attuata sul deficit di quest’anno e sui tre anni a seguire, derivanti dalle leggi già ora in vigore per il 2011 e del 2012, perché nessuno li ha ancora potuti ben comprendere.
Infine, last but not least, il titolare del dicastero dell’Economia e delle finanze dichiari che non sarà attuato l’aumento dell’imposta sulle rendite finanziarie e introduca piuttosto qualche zuccherino, di basso costo per il bilancio, ma di sicuro effetto per riacquistare la fiducia dei ceti medi che si sentono incompresi e perseguitati. Una parte delle vendite di Btp (Buoni del Tesoro poliennali) è fatta dai risparmiatori italiani, i quali nell’aumentata tassa di bollo sui depositi di titoli hanno visto l’avvisaglia di una mitragliata alla rendita, peraltro da parte di fuoco amico.
Leggi Piazze spiazzanti - Leggi Il mistero dell’euro, sempre a rischio di dissoluzione di Carlo Pelanda - Leggi Perché il rigore, oltre a essere ingiusto, ci porta dritti al default di Guido Viale - Leggi Pareggio di bilancio subito? Non è quanto chiedono i mercati di Domenico Lombardi