L’Oronte insanguinato

La questione siriana comincia a sdoppiarsi su due livelli. C’è il balletto surreale della finzione politica. A New York, al Palazzo di Vetro, le Nazioni Unite hanno condannato le violenze con un “presidential statement”, che è un pronunciamento collettivo blando, di forza inferiore anche a una risoluzione non vincolante – insomma, il gradino più basso dell’irrilevanza Onu. Non fermerà i carri armati per un solo secondo. A Damasco il presidente Bashar el Assad ha annunciato una riforma che consentirà ad altri partiti politici di correre alle elezioni.
5 AGO 11
Ultimo aggiornamento: 01:27 | 21 AGO 20
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Poi c’è l’altro livello, quello dei fatti che accadono nelle strade. Il regime ha fatto circolare un video stomachevole, uomini che afferrano corpi insanguinati dal pianale di una camionetta, li trascinano penzoloni verso il parapetto di un ponte e li gettano di sotto, nell’acqua bassa del fiume Oronte, dove per qualche momento restano semi incagliati e poi sono trascinati via dalla corrente che si fa rosata per il sangue. Sono i ribelli di Hama, spiega il regime, eccoli al lavoro, sono assassini e si sbarazzano dei corpi delle loro vittime. E’ l’opposto, dicono dal campo delle proteste, quelli sono gli agenti degli Assad in azione, prima massacrano i civili e poi li gettano via.
Se Damasco vuole cominciare una guerra di spezzoni video, è troppo tardi e ha già perso. Su YouTube circolano ogni giorno nuovi video d’accusa che raccontano la repressione a Hama. Le forze di sicurezza avanzano con i carri armati per le strade sparando contro la popolazione. I cecchini si spostano di tetto in tetto. Luce, acqua, linee telefoniche, strade, rifornimenti di cibo da fuori: tutto è stato bloccato, notizie e video escono grazie a qualche telefono satellitare in mano agli attivisti (i giornalisti internazionali sono stati cacciati fuori dalla Siria tre mesi fa). Negli ultimi due giorni – dicono – ci sono stati cento morti, da aggiungere agli altri cento ammazzati tra sabato e domenica. La distanza tra i due livelli, il balletto e la strage, è così grande che ormai non comunicano più.