Provaci ancora, Ehrlich

Nel rapporto “World Population Ageing 2009”, l’Onu ha ampiamente denunciato i pericoli legati al calo del tasso di crescita demografica mondiale, mentre lo studioso Phillip Longman (New America Foundation) ha spiegato qualche mese fa, su Foreign Policy, che la vera bomba demografica innescata è quella dell’invecchiamento globale. Poco, per scoraggiare l’implacabile Anne Ehrlich, autrice nel 1968, con il marito Paul, del famigerato “The Population Bomb”, che pronosticava la morte per fame di metà della popolazione mondiale negli anni Ottanta.
6 AGO 11
Ultimo aggiornamento: 01:28 | 21 AGO 20
Immagine di Provaci ancora, Ehrlich
Forse dispiaciuta per la mancata realizzazione della profezia, la Ehrlich prende ora spunto per nuovi anatemi anti natalisti da uno studio dell’Università di Harvard, pubblicato dalla rivista Science, nel quale si annuncia per l’anno in corso il raggiungimento di quota sette miliardi di abitanti. Sul Los Angeles Times, con l’ambientalista Mary Ellen Harte, Anne Ehrlich lamenta la sottovalutazione per il problema del sovrappopolamento, giudica “esagerata” la preoccupazione che il sempre più basso tasso di natalità possa tradursi in declino, e si scandalizza perché la metà di tutte le gravidanze degli Stati Uniti non è programmata.
Nascono così “un sacco di consumatori non previsti” (testuale) che contribuiranno “ai cambiamenti climatici futuri”. Senza contare che “oggi le donne sono culturalmente condizionate a rallegrarsi all’idea di avere dei figli: al plurale, non un figlio o nessuno”. E’ confortante sapere che il tempo non scalfisce la sicumera di colei che, con il consorte, previde per il 1980 l’estinzione di tutti i cetacei e la trasformazione della Gran Bretagna in landa poverissima.