Opposizioni molto, molto, molto compatte

In questi giorni di grande responsabilità, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è spesso ritrovato a dover fare i conti con una questione politica non proprio di poco conto. Problemino: ma se davvero dovessero presentarsi le condizioni per una nuova fase al governo le opposizioni in che modo si comporterebbero?
4 NOV 11
Ultimo aggiornamento: 04:05 | 16 AGO 20
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In questi giorni di grande responsabilità, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è spesso ritrovato a dover fare i conti con una questione politica non proprio di poco conto. Problemino: ma se davvero dovessero presentarsi le condizioni per una nuova fase al governo le opposizioni in che modo si comporterebbero? E soprattutto: sarebbero tutte unite e compatte nell’offrire al presidente della Repubblica un’exit strategy chiara, e definita, per accelerare la fine del berlusconismo? Compattissime, ovvio. Facciamo qualche esempio? Facciamolo. Pier Luigi Bersani: sì elezioni, no governo tecnico. Enrico Letta: no elezioni, sì governo tecnico. Nichi Vendola: sì elezioni, col piffero governo tecnico. Walter Veltroni: no elezioni, sì governo tecnico. Rosy Bindi: governo tecnico ok, ma comunque meglio elezioni. Giuseppe Fioroni: elezioni per carità, sì governo tecnico. Dario Franceschini: elezioni perché no, governo tecnico perché no (ma meglio di no). Stefano Fassina: sì elezioni, no governo tecnico. Pier Ferdinando Casini: elezioni meglio di no, lavoriamo per governo tecnico. Antonio Di Pietro: no inciuci, sì elezioni. Gianfranco Fini: sì governo tecnico, elezioni meglio di no. Oliviero Diliberto: no governo tecnico, sì elezioni. Francesco Rutelli: no elezioni, sì governo tecnico. Massimo D’Alema: no elezioni, sì governo tecnico (purtroppo, al momento, nessuna notizia da Franco Turigliatto).