Nessun silenzio per il Caro Leader
Il presidente dell’Assemblea generale dell’Onu, il qatariota Nassir Abdulaziz al Nasser, ha chiesto ai rappresentanti, giovedì, di “alzarsi in piedi e osservare un minuto di silenzio in tributo alla memoria di un leader appena defunto”, il nordcoreano Kim Jong-il.

Il presidente dell’Assemblea generale dell’Onu, il qatariota Nassir Abdulaziz al Nasser, ha chiesto ai rappresentanti, giovedì, di “alzarsi in piedi e osservare un minuto di silenzio in tributo alla memoria di un leader appena defunto”, il nordcoreano Kim Jong-il. Soltanto un terzo dei 193 membri era presente (l’Italia era assente): tra questi Stati Uniti, Giappone, Corea del sud, Francia, Inghilterra e la maggior parte degli altri paesi europei hanno – giustamente – boicottato il silenzio, definendolo “inappropriato”. Nasser ha giustificato il silenzio definendolo “protocollare”: la Corea del nord ce l’ha chiesto, non potevamo dire di no. Il rappresentante nordcoreano ha tenuto la testa china in segno di rispetto, mentre altri suoi colleghi segnavano i nomi dei boicottatori (l’unica rappresentanza nordcoreana in America è al Palazzo di vetro, e lì c’è il libro delle condoglianze da firmare accanto a una parete ricoperta di crisantemi: un diplomatico filma tutti quelli che firmano.
La vice del segretario generale, Asha-Rose Migiro, ha firmato a nome del “sistema Onu”). Pyongyang, unica monarchia comunista al mondo, è responsabile della morte di centinaia di migliaia di “sudditi” e ha ignorato con costanza molte risoluzioni dell’Onu, soprattutto in materia nucleare. Poche ore dopo il mancato silenzio, Pyongyang ha rilasciato un comunicato contro Seul, responsabile di un oltraggio alla memoria del Caro Leader. I delegati sudcoreani sono invitati ai funerali di mercoledì prossimo, un altro test diplomatico che sarà vagliato dal successore, il giovane (e già commissariato da zia e zio) Kim Jong-un, già definito “Outstanding leader”, un leader eccezionale.