Salvate tre persone intrappolate nella nave naufragata al Giglio

Durante la notte tra sabato e domenica i Vigili del Fuoco sono riusciti a salvare altre tre persone intrappolate nella nave della Costa Concordia naufragata davanti alle coste dell'Isola del Giglio venerdì sera. Due persone, una coppia sudcoreana in luna di miele, sono stati individuati dopo che i soccorritori hanno udito le loro voci dall'interno della loro cabina. La coppia è in buone condizioni di salute. Allertati dai rumori provenienti dal ponte 3, i Vigili del Fuoco hanno raggiunto e portato a terra anche il capo commissario di Bordo Marrico Giampetroni.
15 GEN 12
Ultimo aggiornamento: 16:28 | 19 AGO 20
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I superstiti. Durante la notte tra sabato e domenica i Vigili del Fuoco sono riusciti a salvare altre tre persone intrappolate nella nave della Costa Concordia naufragata davanti alle coste dell'Isola del Giglio venerdì sera. Due persone, una coppia sudcoreana in luna di miele, sono stati individuati dopo che i soccorritori hanno udito le loro voci dall'interno della loro cabina. La coppia è in buone condizioni di salute. Allertati dai rumori provenienti dal ponte 3, i Vigili del Fuoco hanno raggiunto e portato a terra anche il capo commissario di Bordo Marrico Giampetroni.
I dispersi. Secondo le cifre ufficiali di ieri sera, i dispersi della Concordia sono così passati da 41 a 38 e i soccorritori confidano di trovarne altri all'interno della nave. Le ricerche nel relitto semi affondato proseguiranno per tutta la giornata di oggi.
Le vittime. Sono due turisti francesi e un peruviano, membro dell'equipaggio, i tre uomini morti nell'incidente della Concordia. La Procura ha disposto l'autopsia sui corpi ma secondo i primi accertamenti medici sarebbero annegati.
La dinamica. Venerdì sera la nave della Costa Crociere "Concordia" si è incagliata al largo dell'isola del Giglio, alle secche di Punta Gabbianara, la punta più a sud dell’isola. Poco prima di mezzanotte poi, la Concordia avrebbe cominciato a imbarcare acqua e a inclinarsi sul fianco destro a causa di una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa, sulla fiancata di sinistra. La nave con a bordo 4.229 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio era partita da Civitavecchia circa due ore e mezza prima dell'incidente: i passeggeri erano a cena quando si è avvertito un forte boato e si sono succeduti diversi black out. La nave attualmente è adagiata su un fianco e poggiata al fondale davanti all'isola del Giglio. Sulla fiancata sinistra uno squarcio lungo almeno settanta metri e un'inclinazione di oltre ottanta gradi dalla parte opposta. Sullo scafo ci sono falle da entrambi i lati. In mare sono finite 100-150 persone recuperate dai soccorritori durante la notte tra venerdì e sabato. La dinamica dell'incidente è ancora incerta anche se sembra possibile che l'urto con uno scoglio ad alcune miglia dall'isola avrebbe convinto il comandante della nave, Francesco Schettino, ad avvicinarsi al porto.
Le indagini. La procura di Grosseto ha aperto un'inchiesta sul disastro confermando intanto le accuse per il comandante Francesco Schettino, che rischia fino a 15 anni di carcere per omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono della nave. Il comandante avrebbe infatti condotto la nave fuori rotta a ridosso dell'isola causando il tragico incidente e avrebbe abbandonato la nave senza sovrintendere alle operazioni di soccorso. Ulteriori elementi per gli sviluppi dell'inchiesta sono attesi dalla scatola nera della nave, rinvenuta sabato.