Italiani e al Qaida nel mondo
Ieri in Nigeria sono stati uccisi due ostaggi di al Qaida, durante un blitz fallito. Uno era britannico e l’altro era italiano, Franco Lamolinara, entrambi erano stati rapiti a maggio 2011. Dopo l’indigestione durata un anno di articoli ben informati e di dossier accuratamente compilati sulla morte di al Qaida, è evidente che non è così. Al Qaida non è un drappello di leader superstiti che vaga per le aree tribali del Pakistan temendo i missili dei droni e non è nemmeno Osama bin Laden, il grande capostipite eliminato fisicamente dalla scena l’anno scorso.

Ieri in Nigeria sono stati uccisi due ostaggi di al Qaida, durante un blitz fallito. Uno era britannico e l’altro era italiano, Franco Lamolinara, entrambi erano stati rapiti a maggio 2011. Dopo l’indigestione durata un anno di articoli ben informati e di dossier accuratamente compilati sulla morte di al Qaida, è evidente che non è così. Al Qaida non è un drappello di leader superstiti che vaga per le aree tribali del Pakistan temendo i missili dei droni e non è nemmeno Osama bin Laden, il grande capostipite eliminato fisicamente dalla scena l’anno scorso. Al Qaida è un’idea che non potrebbe essere in forma più rigogliosa e con tante energie fresche a disposizione. In Yemen questa settimana gli uomini di al Qaida hanno attaccato di sorpresa una base militare nel sud del paese e hanno ucciso 180 soldati, prendendo in ostaggio gli altri per farsi insegnare come usare i mezzi e le armi.
Hanno anche annunciato la creazione non di uno ma di due emirati islamici in due diverse regioni ormai fuori controllo. In Somalia il governo è allarmato perché la regione è diventata un magnete per gli estremisti bianchi che corrono troppi rischi in patria, America e Regno Unito, e preferiscono combattere la guerra santa contro le truppe regolari somale e il contingente Amisom. In Iraq tre giorni fa i qaidisti travestiti da poliziotti hanno disarmato e ucciso 27 poliziotti veri. In Libia gli jihadisti approfittano della debolezza del nuovo governo per rafforzarsi.
I voli di linea stanno evitando di stare troppo nello spazio aereo dell’Algeria per paura dei missili terra-aria in mano ai terroristi. La cooperante italiana Rossella Urru è ancora nelle mani di al Qaida nel Maghreb. E in Nigeria un’ondata di attentati senza precedenti legati agli estremisti sta innestandosi sull’antica divisione tra islamici e cristiani. Al Qaida non è morta ad Abbottabad, ha semplicemente traslocato, si è metastatizzata e ha assunto nuove sembianze.
Hanno anche annunciato la creazione non di uno ma di due emirati islamici in due diverse regioni ormai fuori controllo. In Somalia il governo è allarmato perché la regione è diventata un magnete per gli estremisti bianchi che corrono troppi rischi in patria, America e Regno Unito, e preferiscono combattere la guerra santa contro le truppe regolari somale e il contingente Amisom. In Iraq tre giorni fa i qaidisti travestiti da poliziotti hanno disarmato e ucciso 27 poliziotti veri. In Libia gli jihadisti approfittano della debolezza del nuovo governo per rafforzarsi.
I voli di linea stanno evitando di stare troppo nello spazio aereo dell’Algeria per paura dei missili terra-aria in mano ai terroristi. La cooperante italiana Rossella Urru è ancora nelle mani di al Qaida nel Maghreb. E in Nigeria un’ondata di attentati senza precedenti legati agli estremisti sta innestandosi sull’antica divisione tra islamici e cristiani. Al Qaida non è morta ad Abbottabad, ha semplicemente traslocato, si è metastatizzata e ha assunto nuove sembianze.