I Giochi? Un affare anche italiano

Sarà l’AW139, un elicottero dell’AgustaWestland, uno dei protagonisti – secondo quanto risulta al Foglio – della inaugurazione domani dei Giochi olimpici di Londra. L’utilizzo dell’elicottero (realizzato da un’azienda con forte presenza britannica ma al 100 per cento di Finmeccanica) per ora è top secret. Potrebbe trasportare la fiaccola per un tratto. Oppure, più probabilmente, condurre la regina Elisabetta nello stadio dell’East End dove si terrà la cerimonia. O ancora solo sorvolare l’arena.
26 LUG 12
Ultimo aggiornamento: 16:40 | 10 AGO 20
Immagine di I Giochi? Un affare anche italiano
Sarà l’AW139, un elicottero dell’AgustaWestland, uno dei protagonisti – secondo quanto risulta al Foglio – della inaugurazione domani dei Giochi olimpici di Londra. L’utilizzo dell’elicottero (realizzato da un’azienda con forte presenza britannica ma al 100 per cento di Finmeccanica) per ora è top secret. Potrebbe trasportare la fiaccola per un tratto. Oppure, più probabilmente, condurre la regina Elisabetta nello stadio dell’East End dove si terrà la cerimonia. O ancora solo sorvolare l’arena. Ma il mezzo vestirà le insegne e i colori aziendali del gruppo italiano, il logo del floppy flower rosso e grigio su sfondo bianco, ed è realizzato nel nostro paese, anche se i britannici potrebbero cercare di farlo passare per un simbolo della tecnologia d’oltremanica. Non sarà l’unico elicottero di AgustaWestland a essere impiegato nella manifestazione: su sorveglianza ed eventuali soccorsi vedranno all’opera diversi altri mezzi dell’azienda tricolore (AW101, Lynx, Sea King) che è il fornitore unico di velivoli ad ala rotante dei Giochi.
Se le Olimpiadi 2012 sembrano destinate a trasformarsi in una sorta di vetrina del made in Uk, il ruolo che le aziende italiane sono riuscite a ritagliarsi rimane comunque di tutto rilievo. All’Ice di Londra stimano in circa 120 milioni di euro il giro d’affari delle imprese coinvolte nei Giochi: una rimarchevole performance, considerato che il 98 per cento dei contratti è stato assegnato a società britanniche, che poi spesso si sono servite di subfornitori, anche stranieri.
La presenza italiana è molto variegata e mette insieme grandi imprese (come Finmeccanica e Mapei), medie aziende (da Seda Group a Technogym fino a Metra) e piccole società. La presenza italiana più robusta è senz’altro nell’impiantistica. La Mapei del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha fornito materiali e adesivi “verdi” per l’edilizia. La piemontese Mondo, di Marco e Federico Stroppiana, ha fornito le strutture per la pista d’atletica dello stadio olimpico, per il palazzetto che ospiterà le partite di pallacanestro e pallavolo e per le aree destinate alle Paraolimpiadi. Proprio della gamma di attrezzi specifici per le Paraolimpiadi è orgoglioso Nerio Alessandri, il titolare della Technogym, che comunque ha anche fornito oltre 750 macchine dotate, tra l’altro, di un sistema di gestione computerizzata dell’allenamento personalizzato. La bresciana Metra ha festeggiato il mezzo secolo di vita fornendo tribune smontabili in alluminio con strutture autoportanti per 14 stadi alla britannica Slick Seating Systems, specializzata nella realizzazione di impianti temporanei. E sette vasche, pure smontabili e a basso impatto ambientale, per nuoto e pallanuoto sono state fornite ai Giochi dalla Castiglione, una società di ingegneria e costruzione di impianti sportivi.
La scelta ambientalista degli organizzatori ha premiato anche altre aziende italiane. Nel Villaggio olimpico i kit di posate saranno fornite dalla vicentina Ecozema; bicchieri, tazze e cannucce riciclabili invece dalla napoletana Seda Group, di proprietà dell’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato. Entrambe utilizzeranno come materia prima il Mater-Bi, la bioplastica realizzata dalla Novamont. Non poteva mancare uno dei settori simbolo del made in Italy, la moda: Giorgio Armani vestirà gli Azzurri e Toni Scervino gli atleti dell’Azerbaigian. Nelle tecnologie un ruolo primario è svolto dalla Deltatre, l’azienda torinese specializzata nei digital media, che gestisce il sito ufficiale di Londra 2012. Ma c’è Italia anche nel simbolo stesso dei Giochi, la fiaccola: nella costruzione delle circa 11 mila torce ha svolto un ruolo importante la piemontese Prima Industrie.