C'è la fiducia del Senato al ddl anti corruzione

Con 228 voti a favore, 33 contrari e 2 astenuti, il Senato ha dato la fuducia al Governo sul ddl anti corruzione. La legge era stata definita in giornata dal premier, Mario Monti, "uno strumento fondamentale per creare attrattività del Paese e crescita" e la stessa ministro della Giustizia, Paola Severino, aveva speso parole di soddisfazione per una legge do cui "l'Italia può essere orgogliosa".
17 OTT 12
Ultimo aggiornamento: 03:34 | 22 AGO 20
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Con 228 voti a favore, 33 contrari e 2 astenuti, il Senato ha dato la fuducia al Governo sul ddl anti corruzione. La legge era stata definita in giornata dal premier, Mario Monti, "uno strumento fondamentale per creare attrattività del Paese e crescita".
"Finalmente la legge anti corruzione. Non se ne poteva più delle perdite di tempo", ha così commentato attraverso il suo profilo twitter il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Dissenso invece da parte del senatore del Pdl, Carlo Giovanardi, che annunicando il suo voto contro il ddl, ha detto che "Non accetto che il Parlamento venga umiliato da voti di fiducia, quando, anche tornando alla Camera il testo, c'era tutta la possibilità di modifiche in aula”. Favorevole invece il commento del presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, secondo cui “Questa legge, tutta, anche nella parte cosi' trascurata dal dibattito pubblico, quella che riguarda la prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione e il sistema di incompatibilità e incandidabilita', segna ci pare, e finalmente, uno scarto. Uno scarto - ha poi proseguito - rispetto ad un decennio di politiche segnate dalla compiacenza e dalla sottovalutazione".
Questa mattina il ministro della Giustizia Paola Severino ha posto in aula al Senato la questione di fiducia sul maxi emendamento interamente sostitutivo del ddl anticorruzione. “Per quanto attiene alla corruzione consideriamo soddisfacente questo provvedimento", ha affermato il ministro. Il Guardasigilli ha affrontato anche le critiche relative alla mancanza di riferimenti al falso in bilancio, all'autoriciclaggio, ai tempi di prescrizione, al voto di scambio dichiarando: "C'è una diversità strutturale, sono reati diversi dalla corruzione”, rilevando inoltre che "la prescrizione è un istituto di carattere generale che deve riguardare tutti i reati". Quanto alla riforma dei reati societari, il ministro si è così espressa: "Ci deve essere, ma non può stare in questo provvedimento. Avremmo fatto una scelta scientificamente non corretta".

Sul tema del voto di scambio, inoltre, il ministro ha sollecitato il Parlamento a presentare delle proposte, in quanto in quel caso il governo sarebbe “pronto a intervenire anche su questa materia". Tuttavia, ha aggiunto il Guardasigilli, "i reati satellite non devono diventare la tomba del ddl anticorruzione” aggiungendo, tra gli applausi dell'aula, che quella presentata oggi al Senato "è una legge di cui l'Italia può essere orgogliosa", al di là dello sport dei "grilli parlanti" che non sanno cosa vuol dire stare "qui, con la fatica che c'è dietro ogni provvedimento". Severino ha poi fatto muro contro l'accusa avanzata ieri che il governo non voglia il provvedimento contro la concussione in quanto i suoi membri sarebbero “amici degli amici dei corrotti”. "Questo non possiamo permetterlo – ha dichiarato il ministro – percheé non è vero e perché esalta le forme di demolizione che ci sono nel Paese e che gli impediscono di crescere". Una replica "doverosa", l’ha definita la Severino, da un "governo di persone oneste" che ha poi concluso: “L'importante è che per la prima volta nella storia italiana si affronta il problema della corruzione con tempestività".
L'aula del Senato voterà sul ddl anticorruzione due volte: la prima sarà il voto di fiducia sul maxi emendamento, con dichiarazioni di voto a partire dalle 17, e la seconda sulla "clausola di invarianza" che era stata già approvata in modo conforme da Camera e Senato e che proceduralmente non poteva essere "coperta" da un nuovo voto di fiducia a palazzo Madama.