Per un welfare non assistenzialista

Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha detto che bisognerà “rivedere le modalità di concessione” della cassa integrazione (cig) in deroga di cui farà anche un’analisi del fabbisogno prima di occuparsi delle fonti per il rifinanziamento della sua proroga (tema, quest’ultimo, all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di ieri). In effetti le “parti sociali” hanno continuato ad affermare che servono 1,5 miliardi di euro senza indicare a che periodo facciano riferimento, quali siano la platea dei potenziali beneficiari, il tipo di contratto di lavoro in sospeso cui questa somma verrebbe destinata, e chi ne abbia già goduto in precedenza e per quanto.
10 MAG 13
Ultimo aggiornamento: 04:19 | 4 AGO 20
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Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha detto che bisognerà “rivedere le modalità di concessione” della cassa integrazione (cig) in deroga di cui farà anche un’analisi del fabbisogno prima di occuparsi delle fonti per il rifinanziamento della sua proroga (tema, quest’ultimo, all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di ieri). In effetti le “parti sociali” hanno continuato ad affermare che servono 1,5 miliardi di euro senza indicare a che periodo facciano riferimento, quali siano la platea dei potenziali beneficiari, il tipo di contratto di lavoro in sospeso cui questa somma verrebbe destinata, e chi ne abbia già goduto in precedenza e per quanto. La cig in deroga era concepita come strumento transitorio, ora rischia di trasformarsi in una sovvenzione permanente a persone che non si adoperano per trovare un’altra occupazione potendo contare su tale provvidenza. Anche con la cassa integrazione ordinaria e straordinaria (concessa in caso di crisi aziendali) ci sono abusi ma, poiché è finanziata con i contributi sociali a carico delle imprese e dei loro addetti, c’è una tendenza all’autocontrollo da parte degli interessati. Le anomalie però si moltiplicano quando l’onere ricade sul contribuente: possono esserci lavoratori temporanei del pubblico impiego beneficiari di questa speciale cassa integrazione che non vengono riassunti per lasciare il posto ad altri, succede allora che una parte di loro beneficia del contratto (statale) e un’altra del sussidio (statale). Giovannini, in quanto ex presidente dell’Istat, sa scavare fra questi numeri e fa bene a farlo. Dopodiché sarà finalmente ora di creare lavoro, anziché pensare a come sovvenzionare chi non ce l’ha.