La ripetizione dell'identico: Grillo attacca Napolitano

“Sono venuto a vedere l’arredamento”. Ha risposto così Beppe Grillo, ai taccuini dell’Agi, quando questo pomeriggio ha fatto il suo arrivo a sorpresa in Senato. Accompagnato dal responsabile per la comunicazione, Claudio Messola, il comico genovese si è subito diretto negli uffici del suo gruppo parlamentare e a quanti gli domandavano cosa ne pensasse del voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi ha replicato: “Lo chiedete a me? Io sono solo un comico populista”.
28 OTT 13
Ultimo aggiornamento: 13:24 | 11 AGO 20
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“Sono venuto a vedere l’arredamento”. Ha risposto così Beppe Grillo, ai taccuini dell’Agi, quando questo pomeriggio ha fatto il suo arrivo a sorpresa in Senato. Accompagnato dal responsabile per la comunicazione, Claudio Messola, il comico genovese si è subito diretto negli uffici del suo gruppo parlamentare e a quanti gli domandavano cosa ne pensasse del voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi ha replicato: “Lo chiedete a me? Io sono solo un comico populista”.

Grillo, ritornando sulla polemica che nei giorni scorsi aveva investito il M5s all’indomani della sua bocciatura di un emendamento in cui il reato di clandestinità era stato cancellato dai senatori del Movimento, ha spiegato che “Noi abbiamo opinioni diverse ma lì si è trattato di un discorso di procedure. Io non ne sapevo niente- ha proseguito Grillo – lui (rivolto a Messora) non ne sapeva niente, Casaleggio non ne sapeva niente e neanche i capigruppo”. “Non si decide in 4 o 5 – ha chiosato il comico genovese – ma deve essere oggetto di un referendum”.

Commentando l’assenza del M5s dagli incontri tenutisi al Quirinale per discutere di legge elettorale, Grillo ha voluto chiarire che “non è stato uno sgarbo, non voglio che la si veda così”. Poi però, sul suo rapporto con il capo dello stato, Grillo ha sottolineato come, “almeno per me”, “il rapporto con che c’è con questo signore anziano è un rapporto che si è complicato” perché “non rappresenta più la totalità degli italiani ma è un presidente di settore”. Quindi, ha concluso Grillo, “con i giochi già fatti era inutile andare “. E’ per questo che "chiederemo l'impeachment del presidente Napolitano, decido io, perché - spiega - non rappresenta più il popolo italiano. E' di parte". Quello di Napolitano è stato per Grillo un gesto “sconveniente anche dal punto di vista umano. Rappresentiamo nove milioni di cittadini, ci ha invitato solo dopo”. "Non mi permetto di giudicare il Presidente della Repubblica - ha infine concluso - ma "qui stiamo andando verso una deriva che ha qualcosa di strano".

Voto subito. Per il leader del M5s “sarebbe meglio andare al voto, in qualsiasi modo”. Ma, aggiunge in un secondo momento, “noi non vogliamo andare al governo e governare”, ma “cambiare lo Stato italiano perché non c’è, vogliamo inserire i cittadini dentro lo Stato che non esiste”. Oggi per Grillo lo Stato è vissuto “con ansia, come se fosse un documento nella casella postale, come Equitalia e poliziotti antisommossa”.
Alla fine dell’incontro con i senatori del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo promette che "Saremo più presenti qui, anche per dare un po' di conforto". “Io sono un populista - aggiunge poi - sono anche un pregiudicato, e non ho la soluzione per tutto".

Poi, prima che avesse inizio la conferenza stampa, intrattenendosi con alcuni senatori, Grillo ha confessato che "C'è un'aria pesante qui dentro, se ci fossi io mi arresterebbero dopo due giorni". "Passiamo sempre per un partito con un vertice che dà ordini, con loro", i parlamentari, "che fanno quel che si dice dall'alto. C'è un atmosfera difficile qui, è difficile convivere con quelli che sono qui dentro e vedo in tv e gli apparati della stampa, centellinare ogni parola".

Immigrazione. Tornando a rispondere in tema di immigrazione Grillo ha detto: "Chiediamoci perché questi immigrati arrivano qua, chi guadagna su queste persone, perchè scappano da una guerra di cui anche noi siamo responsabili". "Bisogna mettersi ad un tavolo, possibilmente europeo, e decidiamo il perché devono pagare un biglietto di 5 mila euro. E' facile fare il buonista, poi però succedono cose che non devono succedere in un paese civile. La deriva è grande perché stanno nascendo paesi fascisti. Dove non stanno nascendo è qui, in Italia, - ha concluso Grillo - perché c'é il Movimento 5 Stelle".
Politica. "Sono tutti ipocriti. Mi sono stufato di questi che vanno in tv e dicono belle cose contro gli F35, il porcellum e poi in aula dicono il contrario”, attacca Grillo, “Sono falsi, non credeteci”. “Noi non dialoghiamo più con nessuno". Grillo ricorda inoltre come "Noi non abbiamo toccato 42 milioni di euro, se avessi voluto fare i soldi avrei fatto il tesoriere di un partito" mentre “Letta parla dei rimborsi elettorali ma li blocca dopo il 2018, certo è bravo a prendere per il c...".

Informazione. Il leader del M5s si scaglia poi contro l’informazione: "Non esiste un'informazione così - ha esordito - ho girato quasi tutta l'Europa, non esiste". "Con un'informazione diversa ora saremmo in una posizione molto diversa". Grillo non si ferma con le sue accuse: "In tv montano i servizi al contrario, presentano i nostri come deficienti. Se sono preparati non li invitano. Ma è servizio pubblico questo?”.
"Siamo un movimento in salita – sottolinea - il primo in Italia come numeri. Abbiamo bisogno di essere considerati dal Presidente della Repubblica all'ultimo dei giornalisti, ce lo meritiamo". “Tra noi c'è gente con le palle e stiamo cercando di fare un Paese diverso, dall'economia al lavoro a tutte le problematiche che ci sono".

Infine arriva anche l’elogio per Eric Snowden, responsabile di aver trafugato i leaks all’origine degli scandali telematici che stanno investendo l’Europa: “Per me è una specie di genio – dice Grillo - che ha rischiato la "vita" e la carriera".