La giunta riprende i lavori in Senato. Il Pdl: "La sentenza Mediaset ci dà ragione sulla Severino"

Nel giorno in cui la giunta per il regolamento del Senato è chiamata a dirimere la questione voto palese-voto segreto sollevata sul caso della decadenza dell'ex premier Silvio Berlusconi da senatore, escono le anticipazioni di un'intervista rilasciata dal Cav. a Vespa che sarà contenuta nel suo prossimo libro. ''Il voto sulla mia decadenza sarebbe una macchia sulla democrazia italiana destinata a restare nei  libri di storia: il leader di centrodestra escluso così, con una sentenza politica che è il contrario della realtà, perché non si riesce a batterlo nelle urne'', sottolinea Berlusconi nell'intervista. Leggi anche Perché per i giudici di Milano la legge Severino non va applicata al processo Mediaset - Lo Prete Così funzionerà la clonazione del Cav.
29 OTT 13
Ultimo aggiornamento: 13:28 | 11 AGO 20
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Nel giorno in cui la giunta per il regolamento del Senato è chiamata a dirimere la questione voto palese-voto segreto sollevata sul caso della decadenza dell'ex premier Silvio Berlusconi da senatore, escono le anticipazioni di un'intervista rilasciata dal Cav. a Vespa che sarà contenuta nel suo prossimo libro. ''Il voto sulla mia decadenza sarebbe una macchia sulla democrazia italiana destinata a restare nei libri di storia: il leader di centrodestra escluso così, con una sentenza politica che è il contrario della realtà, perché non si riesce a batterlo nelle urne'', sottolinea Berlusconi nell'intervista. Il Cav. poi, rispetto alla Legge Severino, lancia un messaggio a Letta e al suo esecutivo: "Segnalo che il governo, se volesse, avrebbe un'autostrada per risolvere il problema: è tuttora aperta la 'legge delega' sulla giustizia, e basterebbe approvare una norma interpretativa di una riga, che chiarisca la irretroattività, la non applicabilità al passato della Legge Severino. Letta dica sì o no", conclude il leader del Pdl. Che interviene anche sulla legge di Stabilità varata dall'attuale governo: "I ministri l'hanno approvata con la clausola che avrebbe dovuto essere migliorata in incontri con la nostra cabina di regia e dopo in Parlamento. La legge di Stabilità va cambiata, perché è inaccettabile l'idea di nuove tasse, o, peggio ancora, del ritorno della tassa sulla casa, addirittura aumentata''.
LA RICHIESTA DEL PDL SUL VOTO DELLA GIUNTA - Il senatore del Pdl Francesco Nitto Palma, uscendo dalla riunione della giunta al Senato, ha spiegato il motivo addotto dal Pdl nella riunione per chiedere la sospensione dei lavori sulla questione del voto palese o segreto relativo alla decadenza di Berlusconi: "La Corte di appello di Milano ha appena detto che l'incandidabilità è una sanzione amministrativa con la conseguenza della sua irretroattività, quindi dà ragione a noi e non c'è ragione di andare avanti". "La sentenza della Corte d'Appello di Milano si allinea con alcune doglianze avanzate dal Pdl e che sono state del tutto disattese", continua Palma. Nello specifico, la Corte d'Appello di Milano definisce l'incandidabilità "una sanzione amministrativa" con la conseguenza "della sua irretroattività" ai sensi della legge del 1981. Questo punto "assume rilievo – ha detto Palma – ai fini se non della decisione, dell'approfondimento". Palma infine ha annunciato: "Quando arriverà in Aula" la questione "inevitabilmente dovrà tornare in Giunta".
SCHIFANI VERSUS GRASSO - Il Pdl al Senato è sul piede di guerra. Il presidente dei senatori Renato Schifani, durante il la riunione dell'Aula per il voto sulla Pa, ha chiesto che il presidente Pietro Grasso interrompa i lavori della giunta per il Regolamento alla luce delle motivazioni della sentenza della Corte d'appello di Milano. Nel frattempo la giunta resta ancora sospesa per la concomitante attività del Senato, ma Grasso ha dato comunque appuntamento ai componenti della giunta dopo il voto sul decreto. Intanto fonti parlamentari riferiscono alle agenzie di stampa di una possibile rottura della situazione di parità esistente in giunta a seguito di un possibile orientamento di Linda Lanzillotta (Scelta civica) a favore del voto palese. Duro il commento di Schifani sulla possibilità che si opti per il voto palese sulla decadenza del Cav.: "Quello che sta succedendo è molto grave. A colpi di maggioranza, con l'avallo del presidente del Senato, si sta cambiando una norma sul voto segreto, introducendo surrettiziamente un parere. Le norme non si cambiano con i pareri, si cambiano con le procedure. Questa è una pagina buia della nostra democrazia". "Incandidabilità e decadenza – ha proseguito Schifani ribadendo quanto espresso dal senatore Nitto Palma nel pomeriggio dopo l'arrivo delle motivazioni della sentenza Mediaset – sono due sanzioni amministrative e come tali non possono essere retroattive. Su questo vi è chiarezza estrema, tant'è che neanche i colleghi, in Aula e in giunta, hanno potuto obbiettare. Torniamo a chiedere che sia la Consulta a pronunciarsi su questo aspetto, nessuno si sottrae alla applicazione sentenze", ha concluso Schifani.
LA GIUNTA RIPRENDE I LAVORI - Nel frattempo la seduta della giunta per il Regolamento del Senato è ripresa. I lavori erano stati interrotti alle 17,30 per permettere ai componenti della commissione di partecipare all'esame, in Aula, del dl pubblica amministrazione. La relazione di Anna Maria Bernini (Pdl) era già stata pronunciata e adesso è il turno del relatore Pd, Francesco Russo.
Contrariamente ai timori che emergevano da fonti Pdl, non dovrebbe esserci una seduta a oltranza. Fonti parlamentari riferiscono infatti alle agenzie di stampa che il dibattito dovrebbe avviarsi domani mattina e si prevede che sarà lungo. Tuttavia si dovrebbe arrivare al voto in giornata. A quel punto spetterà al presidente del Senato, Pietro Grasso, porre in sede di conferenza dei capigruppo la questione della data del voto in aula sulla decadenza del Cavaliere.