Le mosse pugliesi di D’Alema per diventare il numero due del Pd

Si sa lui, proprio lui, non poteva dirlo. Sarebbe suonato strano. Sarebbe suonato un po’ autoritario. Avrebbe avuto un’economia di autoritarismo che mal si addice al personaggio. Perciò lo ha fatto dire all’ex iena Pif che tutti, dai quaranta anni in giù conoscono, che qualcuno intorno ai cinquanta ha avuto modo di vedere e di apprezzare. Ma l’idea di Renzi è che dopo l’otto dicembre certi segretari provinciali imbarazzanti come Miro Crisafulli dovranno farsi da parte. Editoriale C'è porcata e porcata - Cerasa Cosa insidia il predellino di Renzi - Buttafuoco Da Rete 4 a Happy days, con Renzi si riposizionano “i comodacci propri”
29 OTT 13
Ultimo aggiornamento: 13:28 | 11 AGO 20
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Rottamazioni future. Si sa lui, proprio lui, non poteva dirlo. Sarebbe suonato strano. Sarebbe suonato un po’ autoritario. Avrebbe avuto un’economia di autoritarismo che mal si addice al personaggio. Perciò lo ha fatto dire all’ex iena Pif che tutti, dai quaranta anni in giù conoscono, che qualcuno intorno ai cinquanta ha avuto modo di vedere e di apprezzare. Ma l’idea di Renzi è che dopo l’otto dicembre certi segretari provinciali imbarazzanti come Miro Crisafulli dovranno farsi da parte. Per ora meglio farlo dire anche per non dare l’impressione di non accettare il risultato di molti congressi locali dove bersaniani cuperliani e dalemiani, oltre che ex popolari ancora fedeli a Franco Marini e Beppe Fioroni, stanno facendo di tutto e di più con le tessere. Ossia, le gonfiano lì dove sono forti, non le fanno fare lì dove sono forti i renziani.

Il capo dell’opposizione interna. E a proposito di territori D’Alema in giro per l’Italia sta giocando un gioco molto particolare. L’ex presidente del Copasir sta battendo la Puglia in lungo e in largo. Tra una puntata a New York e un viaggio a Pechino infila sempre nella sua agenda un comizio a Grottaglie o un incontro con i militanti di Polignano. In quelle occasioni va a dire che se Renzi prende un sacco di voti la scissione è inevitabile. Un modo per eccitare gli animi e mandare a votare chi dà ormai il risultato per acquisito e non ha più grande voglia di combattere contro il sindaco di Firenze, che è il vincitore scontato delle primarie. Già perché invece a Roma spiega ai fedelissimi che con una buona percentuale congressuale potrà trattare con Renzi più di quanto potranno farlo tanti altri maggiorenti del Pd. Segno che ritiene che tutti i voti di Cuperlo in realtà siano i suoi? Sarà per questo che il buon Oscar Farinetti, uno dei pochi di cui Renzi accetta volentieri i consigli, ha proposto di fare il ticket tra il sindaco e il suo principale avversario? Proprio per evitare che la vecchia guardia che sponsorizza Cuperlo riprenda il sopravvento?

E dopo Nap.? Cattiverie ascoltate alla Leopolda e rimbalzate poi nei palazzi della politica romana sempre attenti a ogni refolo di gossip: si dice in giro che sia Guglielmo Epifani che Piero Fassino aspirerebbero alla poltronissima del Quirinale. Ed è questo che avrebbe spinto il segretario del Partito democratico ad avere un atteggiamento più soft nei confronti del futuro segretario del Pd. Le sorti del governo e la legge elettorale c’entrano ben poco. Sono le velleità degli uomini, come spesso accade, ad avere la meglio.