La sicurezza del segreto di stato

La legge sul segreto di stato che la Camera alta giapponese dovrebbe approvare oggi è scritta sul modello di quella americana. Tokyo vuole un suo Consiglio di sicurezza nazionale e la possibilità di mettere il sigillo del segreto di stato a tutte le informazioni ritenute a rischio. Dopo aver osservato le conseguenze delle rivelazioni di Edward Snowden, il governo di centrodestra guidato da Shinzo Abe si sta attrezzando.
6 DIC 13
Ultimo aggiornamento: 11:29 | 14 AGO 20
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La legge sul segreto di stato che la Camera alta giapponese dovrebbe approvare oggi è scritta sul modello di quella americana. Tokyo vuole un suo Consiglio di sicurezza nazionale e la possibilità di mettere il sigillo del segreto di stato a tutte le informazioni ritenute a rischio. Dopo aver osservato le conseguenze delle rivelazioni di Edward Snowden, il governo di centrodestra guidato da Shinzo Abe si sta attrezzando. Il Secret bill è stato già approvato alla Camera bassa il 26 novembre scorso dopo una inusuale maratona notturna e con un centrosinistra fortemente critico sulle modalità di classificazione del segreto di stato. Ora se l’esecutivo riterrà che alcune informazioni su difesa, diplomazia, spionaggio e terrorismo rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza del paese, potrà secretarle. Il nucleare, e quindi Fukushima, fa parte degli argomenti che il ministero dell’Industria potrebbe facilmente ritenere “a rischio”.
Abe ha assicurato che sarà istituita una commissione indipendente per monitorare i processi di classificazione del segreto. Ma a far indignare i feticisti della trasparenza – gli stessi che si indignano per le ultime indiscrezioni del Washington Post, secondo le quali la National security agency americana raccoglie ogni giorno i dati di almeno 5 miliardi di cellulari di tutto il mondo – sono soprattutto le pene previste per il funzionario che diffonde il segreto: dieci anni di galera. Eppure la confusione delle informazioni trapelate sul disastro nucleare di Fukushima, per esempio, dovrebbe far riflettere. Il segreto di stato è uno strumento delicato da maneggiare, ma legittimo e a volte anche indispensabile.