Hillary rassicura Wall Street e inizia il restauro dell’alleanza politica

I banchieri di Wall Street sono stanchi della loro condizione di orfani politici. Barack Obama ha scaricato su di loro le colpe dei disastri economici passati e della stagnazione presente, li ha chiamati “fat cat”, li ha additati come incarnazioni di tutti i vizi possibili, lasciando spazio ai clamori di piazza del 99 per cento alla ricerca di uguaglianza. La Volcker Rule da poco votata dai regolatori finanziari è l’ultimo schiaffo alle banche che speravano di iniziare il processo di espiazione, se non di normalizzazione, dopo tanto disdoro.
13 DIC 13
Ultimo aggiornamento: 21:09 | 15 AGO 20
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New York. I banchieri di Wall Street sono stanchi della loro condizione di orfani politici. Barack Obama ha scaricato su di loro le colpe dei disastri economici passati e della stagnazione presente, li ha chiamati “fat cat”, li ha additati come incarnazioni di tutti i vizi possibili, lasciando spazio ai clamori di piazza del 99 per cento alla ricerca di uguaglianza. La Volcker Rule da poco votata dai regolatori finanziari è l’ultimo schiaffo alle banche che speravano di iniziare il processo di espiazione, se non di normalizzazione, dopo tanto disdoro. Dalle spinte antisistema è nata una sinistra con tendenze radical che si è accaparrata New York con la vittoria a valanga di Bill de Blasio e raccoglie truppe sulla scena nazionale dietro l’arcinemica di Wall Street, la senatrice Elizabeth Warren, che molti stanno cercando di convincere a prendere sul serio una corsa presidenziale. Lei smentisce ogni diceria, per ora.
L’alleanza della finanza con il mondo democratico forgiata ai tempi prosperi di Bill Clinton – e che si rifletteva ancora nei finanziamenti elettorali alla prima campagna di Obama, nel 2008 – si è deteriorata e dopo anni di mea culpa e capi cosparsi di cenere dalle parti di Wall Street si fa sentire “il lamento dei plutocrati”, come lo chiama Politico Magazine. Il gesto di consolazione ai padroni dell’universo diventati eunuchi, secondo la lezione di Tom Wolfe, non poteva che arrivare da Hillary Clinton, che sta muovendo la macchina elettorale in vista del 2016. Hillary ha partecipato alcuni giorni fa a un’assemblea dei principali investitori di Goldman Sachs, e ha portato “un messaggio che i plutocrati riuniti hanno trovato rassicurante”. Dalla crisi si esce insieme, banchieri e popolo, politica e finanza, non una parte a spese dell’altra, ha detto la Clinton, accompagnata da diffusi moti di sollievo. “Forse qualcuno è finalmente disposto a guidarci fuori dalle terre selvagge”, ha detto uno degli invitati, rincuorato nel sentire che il clan Clinton, che è ancora la tribù più potente nel villaggio democratico, non ha abbandonato i plutocrati che la sinistra radical considera untori. A sinistra qualcuno vuole ancora restaurare l’alleanza fra politica e finanza.