Dopo 4 anni il Tar dice che le elezioni in Piemonte sono da rifare. Il Pd candida Chiamparino

Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso dell’ex Presidente della regione, Mercedes Bresso, contro la lista “Pensionati per Cota” (lista presentata da Michele Giovine e non ritenuta legittimata a partecipare alla competizione) annullando la proclamazione degli eletti di quattro anni fa. Il Piemonte dovrà quindi tornare al voto per eleggere il Presidente di regione e la sua giunta. E’ attesa entro 45 giorni la sentenza definitiva del Consiglio di Stato cui farà ricorso l’attuale Regione per cercare di ribaltare l’odierna sentenza.
10 GEN 14
Ultimo aggiornamento: 06:17 | 17 AGO 20
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Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso dell’ex Presidente della regione, Mercedes Bresso, contro la lista “Pensionati per Cota” (lista presentata da Michele Giovine e non ritenuta legittimata a partecipare alla competizione) annullando la proclamazione degli eletti di quattro anni fa. Il Piemonte dovrà quindi tornare al voto per eleggere il Presidente di regione e la sua giunta. E’ attesa entro 45 giorni la sentenza definitiva del Consiglio di Stato cui farà ricorso l’attuale Regione per cercare di ribaltare l’odierna sentenza. In caso contrario, le elezioni potrebbero svolgersi in primavera, in concomitanza con le Europee. La conferma del ricorso è arrivata da Fabrizio Borasio, avvocato del consigliere della Lega, che ha definito la “sentenza ingiusta” e si è detto “fiducioso della sua riforma”.

“Giustizia è fatta”, ha dichiarato Mercedes Bresso presente oggi di fronte al Tar, “la giunta Cota non esiste più”. Quella di oggi è una vittoria, ha proseguito Presso, “che dimostra quello che solo Cota e Giovine non avevano capito: che le elezioni sono state truccate”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entra dieci giorni.

Il Segretario della Lega, Matteo Salvini, attraverso la sua pagina Facebook, ha commentato la vicenda parlando di “attacco alla democrazia”. “Giudici e sinistra – si legge sulla pagina di Salvini – anche quando perdono, riescono a vincere. Altro che mutande – ha inoltre aggiunto in riferimento agli slip verdi finiti nei rimborsi presentati dal governatore e oggi al centro delle polemiche – forse a qualcuno hanno dato fastidio i 30 milioni di euro di risparmio secco, all’anno, dei costi della politica in regione”, ha concluso annunciando una manifestazione domani a Torino.
La sentenza del Tar è “una vergogna”. Ha esordito così il Presidente della regione Piemonte, Roberto Cota, nel corso di una conferenza stampa indetta in seguito alla decisione dello stesso Tar di annullare il voto di quattro anni fa. “Da quando sono stato eletto – ha proseguito Cota – sono stato oggetto di una persecuzione senza pari. Faremo ricorso al Consiglio di Stato contro questa vergognosa sentenza e io continuerò a fare il governatore”.
La persecuzione a cui Cota si riferisce, sarebbe “da parte di una sinistra che usa sempre i solitimodi: siccome non riesce a vincere le elezioni con il voto popolare, pensa di usare l’arma giudiziaria”. La sentenza del Tar del Piemonte che ha annullato le elezioni regionali del 2010, inoltre, “arriva dopo quasi quattro anni dalle elezioni e questo è sintomo del sistema in cui siamo”. In più “si valutano le irregolarità sulla presentazione di una lista di una parte e non quelle accertate con sentenze passate in giudicato che riguarda una lista collegata alla Presso” ha aggiunto Cota riferendosi alla lista dei Pensionati per Bresso di Luigina Staunuovo. “Chi oggi canta vittoria - ha concouso - dovrebbe pensare a spiegare le irregolarità nelle proprie liste”.
Nel pomeriggio l’ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, atraverso una nota ha fatto sapere che "se nei prossimi mesi si andrà al voto anticipato per la regione Piemonte vi sarà la mia disponibilità a un'eventuale candidatura alla presidenza che, naturalmente, non dipenderà solo da me". “Lo farò con lo stesso spirito di servizio - aggiunge - con il quale ho fatto il sindaco della nostra città e oggi faccio il presidente della Compagnia di Sanpaolo, istituzione che, come ripetuto più volte, eviterò di coinvolgere, direttamente o indirettamente, nelle vicende politiche della nostra regione.