Chi ha mai parlato di smantellare?
Chi ha mai parlato di smantellare qualcosa? Al massimo è “la Casa Bianca che minimizza le concessioni ed esagera gli impegni iraniani”, ma noi non abbiamo promesso di smantellare alcunché, sono solo i riflessi delle fantasie del vostro presidente. L’umiliazione di Barack Obama arriva alla fase della diretta televisiva, con il ministro degli Esteri di Teheran, Javad Zarif, che mercoledì alla Cnn ha negato qualunque progetto di smantellamento del programma nucleare nel contesto della grande pacificazione fra Obama e Hasan Rohani, lupo travestito da agnello che nei pascoli di Davos promette pace con l’America e pace in Siria, a condizione che i “terroristi” vengano cacciati dal paese.

Chi ha mai parlato di smantellare qualcosa? Al massimo è “la Casa Bianca che minimizza le concessioni ed esagera gli impegni iraniani”, ma noi non abbiamo promesso di smantellare alcunché, sono solo i riflessi delle fantasie del vostro presidente. L’umiliazione di Barack Obama arriva alla fase della diretta televisiva, con il ministro degli Esteri di Teheran, Javad Zarif, che mercoledì alla Cnn ha negato qualunque progetto di smantellamento del programma nucleare nel contesto della grande pacificazione fra Obama e Hasan Rohani, lupo travestito da agnello che nei pascoli di Davos promette pace con l’America e pace in Siria, a condizione che i “terroristi” vengano cacciati dal paese.
In altre circostanze non ci sarebbe dubbio alcuno intorno a chi, fra le parti in causa, sta bluffando e chi è in buona fede, chi è pronto a far seguire i fatti alle parole e chi aggredisce e sfotte perché in realtà non ha nulla in mano, solo armi spuntate. Ma Obama ci ha abituato a tali sfoggi di debolezza che nel presente negoziato si è tentati di credere alla campana di Teheran, che da lunedì esulta per le sanzioni allentate basandosi su promesse ritrattate davanti alle telecamere della Cnn; e il primo a esultare è la Guida suprema e tycoon Ali Khamenei, che è maestro della fede e pure delle opere, visto che ha partecipazioni dirette in tutte le compagnie che torneranno a fare profitti dopo l’èra del congelamento coatto.
Alla retorica iraniana bisogna fare la tara, chiaro, ma la provocazione è un ballon d’essai per vedere fin dove il ricorso dell’umiliazione pubblica non produce ritorsioni fattive. Se Teheran può ridicolizzare la versione dell’accordo diramata dagli Stati Uniti ricevendone in cambio sorrisi e telefonate cordiali, significa che in questa trattativa vale un po’ tutto, e pazienza se la credibilità dell’America ne viene fuori bastonata. E il “vale un po’ tutto”, del resto, è un grande assioma non scritto della filosofia di Obama, principio che il presidente probabilmente interpreta come l’apice delle virtù della volpe, ma che intanto suscita scetticismo e freddezza negli alleati, umiliazioni pubbliche negli avversari. Il primo caso di volpe in letargo.