Napolitano: "I marò fanno onore all'Italia"

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile al Quirinale, è tornato sulla vicenda dei due fucilieri di Marina, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, tuttora in India con l'accusa di omicidio per la morte di due pescatori indiani. "Fanno onore all'Italia i nostri due marò, a lungo ingiustamente trattenuti lontano dalle loro famiglie e dalla loro  patria", ha dichiarato il presidente. Proprio ieri, il ministro degli Esteri Federica Mogherini, insieme al ministro della Difesa Roberta Pintotti, ha annunciato l'apertura di una nuova fase per il rilascio dei due fucilieri. Leggi anche Mogherini e Pinotti sui marò: "Si apre la fase dell'arbitrato internazionale"
25 APR 14
Ultimo aggiornamento: 06:59 | 14 AGO 20
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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile al Quirinale, è tornato sulla vicenda dei due fucilieri di Marina, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, tuttora in India con l'accusa di omicidio per la morte di due pescatori indiani. "Fanno onore all'Italia i nostri due marò, a lungo ingiustamente trattenuti lontano dalle loro famiglie e dalla loro patria", ha dichiarato il presidente.
Proprio ieri, il ministro degli Esteri Federica Mogherini, insieme al ministro della Difesa Roberta Pintotti, ha annunciato l'apertura di una nuova fase per il rilascio dei due fucilieri. "Siamo usciti dalla fase negoziale e siamo passati in una fase in cui si avvia uno scambio di punti di vista" tra le autorità italiane e indiane, attraverso l'istituzione di una commissione di esperti con carattere giuridico", ha spiegato Mogherini.
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Oggi il presidente della Repubblica, tuttavia, si è soffermato anche sul richiamo ai valori della Resistenza. "I valori e i meriti della Resistenza, del movimento partigiano, dei militari schieratisi nelle file della lotta di Liberazione e delle risorte forze armate, restano incancellabili al di fuori di ogni retorica mitizzazione e di ogni faziosa denigrazione", ha detto il capo dello stato. La Resistenza, ha aggiunto, fu nel suo insieme un grande moto civile e ideale, cui parteciparono in vario modo le popolazioni delle regioni occupate dale forze della Germania nazista. Ma fu innanzitutto popolo in armi, mobilitazione coraggiosa di cittadini, giovani e giovanissimi, che si ribellavano all'oppressione straniera".