Meno welfare, molto lavoro
Se l’Inghilterra cresce a ritmi che sono lunari per un europeo del continente, la disoccupazione è bassa e la fiducia è altissima, bisogna guardare a David Cameron e al suo cancelliere dello Scacchiere George Osborne, a quei ragazzacci conservatori che non hanno promesso agli inglesi sussidi e solidarietà squattrinata ma austerità e tagli e rilancio e che finora hanno azzeccato molte mosse. Una di queste l’hanno fatta nell’ottobre del 2012 e sta iniziando oggi a dare i suoi frutti.

Se l’Inghilterra cresce a ritmi che sono lunari per un europeo del continente, la disoccupazione è bassa e la fiducia è altissima, bisogna guardare a David Cameron e al suo cancelliere dello Scacchiere George Osborne, a quei ragazzacci conservatori che non hanno promesso agli inglesi sussidi e solidarietà squattrinata ma austerità e tagli e rilancio e che finora hanno azzeccato molte mosse. Una di queste l’hanno fatta nell’ottobre del 2012 e sta iniziando oggi a dare i suoi frutti. Allora il governo disse che il problema della disoccupazione era soprattutto un problema di “something-for-nothing culture”, di quando avere un sussidio governativo, sia esso di disoccupazione o da reddito minimo, diventa più facile che iniziare la sequela difficile dei curricula e dei centri per l’impiego. In Inghilterra, hanno detto i conservatori, sono troppi quelli che decidono che alzarsi la mattina e andare a cercare lavoro non vale la pena, specie se i sussidi sono numerosi e gli aiuti del governo abbondanti. A ottobre 2012, scrive Peter Dominiczak sul Daily Telegraph, Londra ha deciso di rendere più duri i criteri di selezione per scegliere chi può avere accesso ai sussidi di disoccupazione.
[**Video_box_2**]
Se non fai abbastanza per trovare un lavoro, se rifiuti le offerte che arrivano dai centri per l’impiego, se non ti presenti agli appuntamenti periodici fissati dalle agenzie di collocamento, allora ti tagliamo il sussidio. Da quando il provvedimento è entrato in vigore il governo ha tagliato oltre un milione di sussidi ai work-shy, quelli che la Fornero chiamava giovani “choosy”, ai disoccupati cronici e volontari, e l’effetto di deterrenza è stato enorme: l’Inghilterra sta vivendo il più grande aumento dell’impiego negli ultimi 40 anni, l’anno scorso i disoccupati sono diminuiti di 130 mila unità e l’economia ha aggiunto centinaia di migliaia di posti di lavoro. Così, mentre in Italia si porta molto la litania della disoccupazione strutturale con i suoi numeri incredibili e con gli eserciti dei precari che chiedono lavoro da casa di mamma, in Inghilterra lo Spectator racconta la “gilded generation”, la generazione d’oro dei ventenni di oggi, e mostra con i numeri che il mondo in cui i giovani stanno iniziando a cercare lavoro è migliore di quanto non fosse quello dei loro genitori baby boomer. I giovani oggi hanno istruzione, tecnologie e prospettive. Hanno opportunità impensabili fino a pochi anni fa. Basta uscire di casa e andarle a cercare.