Le “balls”, le balle e le bolle
La bocciatura della Legge di stabilità potrebbe essere l’ultima opportunità per Enrico Letta di mostrare le famigerate “balls of steel”. Secondo la Commissione europea, essa “evidenzia progressi limitati”: una bocciatura senza appello, se si tiene conto del linguaggio burocratico, amplificata dal “niet” alla flessibilità sul deficit. Anche qui, la ragione sta nella debolezza degli interventi di finanza pubblica, incompatibili con la riduzione del debito.

La bocciatura della Legge di stabilità potrebbe essere l’ultima opportunità per Enrico Letta di mostrare le famigerate “balls of steel”. Secondo la Commissione europea, essa “evidenzia progressi limitati”: una bocciatura senza appello, se si tiene conto del linguaggio burocratico, amplificata dal “niet” alla flessibilità sul deficit. Anche qui, la ragione sta nella debolezza degli interventi di finanza pubblica, incompatibili con la riduzione del debito. Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha replicato che tale giudizio “non tiene conto di importanti provvedimenti”. Una replica ben poco convincente, visto che la Commissione vede benissimo quali sono le misure in atto, e in ogni caso era responsabilità del governo fornire tutti gli elementi necessari. La verità è che la bozza della Legge di stabilità brillava solo per vaghezza, disorganicità e assenza di interventi forti. Era, di fatto, un piano di conservazione dello status quo, che sarebbe andato perfino bene in un paese ordinato ma che non basta a rilanciare l’economia italiana. Tanto più che le imboscate parlamentari avrebbero ulteriormente annacquato il testo. Non c’è nulla da rimpiangere, insomma, se non il tempo perso. E’ qui che entrano in gioco gli attributi di Letta: se il premier ha coraggio, deve cogliere l’occasione per inviare alle Camere una legge prendere-o-lasciare fatta di tagli di spesa, riduzione delle tasse, privatizzazioni anti debito e liberalizzazioni pro crescita – cioè quegli stessi interventi che il governo annuncia da mesi. Se sono d’acciaio, le usi. Altrimenti, la stabilità dell’esecutivo perderà senso e si rivelerà solo una bolla pronta a scoppiare.