Atlete e diete in corpore sano

L o sport femminile è un altro sport. Quando si parla di atlete e dell’attività agonistica che praticano, non si possono fare paragoni con il sesso maschile. A conferma di questa tesi interviene anche la scienza, per la quale le donne “funzionano” in maniera diversa dagli uomini, anche quando si tratta di prestazioni sportive. Come dietista sportivo devo gestire, nutrizionalmente parlando, l’atleta donna in maniera differente dall’uomo per tre principali ragioni. Innanzitutto la donna ha dei meccanismi energetici differenti. Una differenza fondamentale la troviamo nel metabolismo dei grassi, infatti il “gentil sesso” ha una maggiore capacità di immagazzinare e trattenere i grassi, inoltre li consuma più lentamente. Da una parte è fondamentale tenere sotto controllo la quota lipidica in un’atleta femmina, dall’altra è un vantaggio avere questo metabolismo negli sport con una richiesta energetica mai acuta ma prolungata nel tempo, come la maratona. Punto due: le donne, causa il ciclo mestruale, hanno periodicamente un maggior rischio di disidratazione e carenza di ferro. Bisogna dire che spesso nelle atlete il ciclo è molto ridotto nel tempo e/o controllato con metodi contraccettivi, per cui il rischio è ridotto, ma comunque per una donna che deve performare è importante che acqua e ferro siano nei range corretti, quindi può essere necessario idratarsi con maggiore attenzione ed integrare il ferro qualora sia insufficiente. Terzo punto, le donne hanno una diversa massa muscolare, una diversa cilindrata: non mi aspetto di avere una donna che abbia tanti muscoli quanto il corrispettivo maschile. Ciò ovviamente cambia la dieta nel suo contenuto proteico.