Il Foglio d’estate. Viaggi che cambiano la vita

9 LUG 19
Ultimo aggiornamento: 00:12 | 10 LUG 19
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C’è sempre una persona, un libro, un’esperienza, un viaggio che cambiano la vita. Magari non è tutto merito loro, semplicemente capitano nel momento giusto, quando le nostre vite sono lì, pronte e disponibili a essere cambiate e loro, il libro, l’esperienza, il viaggio danno una mano. Per questa estate – una stagione a cui è difficile slegare l’idea di partenza, di fuga, di vacanza – abbiamo scelto di chiedere ad alcuni scrittori qual è stato il viaggio che ha cambiato loro la vita, il viaggio di cui portano ancora i segni addosso. Fuga, meta sognata, coincidenza, scoperta casuale: il luogo, ma anche il percorso di per sé, i chilometri a piedi, in bicicletta o in auto, il partire per partire, l’avanzare in una terra nuova. Il cercare e trovare (cose che abbiamo immaginato o visto da qualche parte in altra forma, persone che ci aspettiamo trepidanti di incontrare) e lo scoprire. In tanti modi un viaggio può farsi memorabile e degno di essere raccontato. E in modi diversi gli scrittori racconteranno il loro viaggio ai lettori del Foglio. Il primo è Vanni Santoni, che “a un passo dai trent’anni” va a un teknival in Portogallo, dove scopre, oltre a villaggi fermi agli anni Cinquanta, una città in cui “evaporazione e atemporalità sono le coordinate su cui si articola ogni esperienza del mondo”. E a Lisbona tornerà una, due, tre volte, fino a trovarla profondamente cambiata.