Lasciate gli iPhone ai bambini

Da Tim Cook a Bill Gates passando per Steve Jobs, quando si parla di educazione di bambini e di adolescenti, il tempo trascorso davanti a uno schermo è lo spauracchio di tutti
26 GEN 18
Ultimo aggiornamento: 17:32
Immagine di Lasciate gli iPhone ai bambini

Foto JL! via Flickr

[Se volete ricevere ogni settimana nella vostra casella di posta "Silicio", la newsletter del Foglio curata da Eugenio Cau, potete iscrivervi gratuitamente, cliccando qui]
LASCIATE GLI IPHONE AI BAMBINI
L’ultimo è stato Tim Cook, il ceo di Apple. In un’intervista al Guardian la settimana scorsa, ha detto: “Non ho bambini, ma ho un nipote al quale pongo delle limitazioni. Non voglio che stia sui social network”. Il suo predecessore, Steve Jobs, notoriamente aveva una policy molto dura e limitava in maniera feroce l’uso della tecnologia ai propri figli. Bill Gates fa lo stesso: i suoi bambini hanno ricevuto il primo smartphone all’età di 14 anni e lo possono usare molto poco.
Sean Parker di Facebook di recente è stato durissimo su quello che la tecnologia fa “al cervello dei nostri figli” e il Guardian ha notato che, in generale, i grandi manager dei social network non usano tanto i loro prodotti, in base al principio per cui gli spacciatori non si fanno della loro roba.
Niente di nuovo. Quando si parla di educazione di bambini e di adolescenti, lo “screen time” (vale a dire: il tempo trascorso davanti a uno schermo) è lo spauracchio di tutti i moderni pedagoghi. Se ne parlava decenni fa con la tv, ma la questione ha iniziato a preoccupare i genitori soprattutto con l'arrivo del digitale: i nostri bambini stanno tutto il giorno con lo smartphone davanti alla faccia e si rincitrulliscono! Diventano anaffettivi e sviluppano deficit dell'attenzione. Se lo dicono anche i guru della tecnologia deve essere per forza così.
Ultimamente, si sono interessati al problema perfino alcuni investitori di Apple, che hanno detto che l’azienda sarà travolta da questo nuovo tipo di allarme sociale: bambini e ragazzini drogati dagli iPhone. Tutti i genitori più accorti hanno le loro strategie in merito, ma il grande trend alla fine è uno solo: allontanate i bambini dagli schermi.
Ecco, no.
Un bel pacchetto di ricerche nuove e aggiornate dice che in realtà c’è schermo e schermo – e che internet, perfino internet, può diventare un formidabile strumento educativo se usato bene, come ha scritto in questi giorni Christopher Mims sul Wall Street Journal. Perfino associazioni tradizionalmente molto caute come quella dei pediatri americani ha detto che limitare lo screen time dei bambini non serve a nulla – lo ha fatto nell’ormai lontano 2016, cambiando le sue linee guida che per due decenni hanno consigliato ai genitori di fare la guardia al tempo trascorso dai bambini davanti allo schermo.
Chiaro, piazzare i bimbi davanti alla tv o davanti a video in loop di Peppa Pig non è ottimale. Lasciare i ragazzini da soli a drogarsi di YouTube e di Snapchat è poco accorto. Ma le ricerche dicono che stare su internet può aiutare i bambini a sviluppare capacità di “extraordinary learning”, parola difficile per esprimere un concetto semplice: quando un bambino si appassiona a una cosa, la impara a velocità straordinaria e con una competenza che gli rimarrà per tutta la vita. E internet, se ben gestito, è il luogo migliore del mondo per trovare qualcosa a cui appassionarsi.
Bisogna ovviamente schivare schifezze e mostruosità. Bisogna essere attenti e guidare i propri bambini. Ma non limitate lo screen time. Rendetelo migliore.

VALLEY E ALTRE VALLEY

Cosa è successo questa settimana
LONG READ, METTETEVI COMODI
Ha aperto a Seattle il primo negozio di Amazon Go, senza casse e senza file. Ovviamente si è subito formata la fila. Ma più di questo, è interessante il modo in cui il negozio di alimentari di Amazon sia un esempio perfetto della strategia di espansione di Jeff Bezos.
A cosa serve l'intelligenza artificiale? A tante belle cose, ma anche a sorvegliarci meglio.
Secondo il Financial Times, smettere di usare lo smartphone è come smettere di fumare. (Noi ci permettiamo di dissentire, se avete letto sopra).
C'è una nuova startup che si chiama Kialo, che è l'esperanto per "ragione", e ha un obiettivo che ormai sembra fuori dal mondo: discutere delle cose, ma in maniera civile.
Cosa ci fa un esperto di robotica in una fabbrica di formaggio? Ci spiega che i robot sono già tra noi.
E' ora che i giornalisti smettano di affidarsi a Facebook (che tanto non li vuole) e creino una loro piattaforma per fare e diffondere giornalismo sul web, dice l'esperta di media digitali Heather Bryant.
Il Guardian ci spera, in un mondo in cui nessuno dovrà lavorare grazie alla tecnologia, e ci fa una long read che leggerla è già un lavoro da sé.
Spotify e Apple diventeranno produttori discografici, dice uno che se ne intende.
Un tempo la Silicon Valley era il beniamino del Partito democratico americano e dell'Amministrazione Obama. Dopo le elezioni del 2016, le cose sono un po' cambiate.
Tra dieci anni guideremo tutti una macchina elettrica. Andremo al lavoro con l'auto elettrica ogni mattina, e poi a sera torneremo a casa, parcheggeremo la macchina in garage e la metteremo in carica. Tutti insieme, tutti alla stessa ora, o quasi. Se fossi nei gestori della rete elettrica, mi preoccuperei. Un paper.
APP DELLA SETTIMANA
Ci sono molte app in giro che consentono di usare la fotocamera dello smartphone come uno scanner per i documenti. Secondo noi Scanbot è la migliore. Si fotografa il foglio, si raddrizza l'immagine, si possono unire insieme tante pagine in un documento solo. Gratis con funzionalità a pagamento. Qui per iPhone e qui per Android.