Analisi

Il Cav. liberatore

Alessandro Giuli

Mancava soltanto il 25 aprile per fare di Silvio Berlusconi un monumento vivente, un po' padre e un po' padrone della patria. Merito dell'incauta propaggine d'opposizione che si vorrebbe erede della duplice tradizione cattolico-comunista, se oggi il presidente del Consiglio si trova a gran richiesta nella galleria del patriottismo antifascista.

    Mancava soltanto il 25 aprile per fare di Silvio Berlusconi un monumento vivente, un po' padre e un po' padrone della patria. Merito dell'incauta propaggine d'opposizione che si vorrebbe erede della duplice tradizione cattolico-comunista, se oggi il presidente del Consiglio si trova a gran richiesta nella galleria del patriottismo antifascista. Lui che il fascismo l'ha studiato al cinema americano; lui che per diventare il Cav. girondino ha dovuto attendere il funerale della Prima Repubblica nata nel 1948 e fucilata dalla magistratura durante il Terrore di Mani pulite; lui che, dopo la vittoria del 1994, aveva visto sfilare il meglio antifascismo milanese in un piovoso 25 aprile cucitogli su misura. Potere della dea Nemesi, oggi Berlusconi potrebbe perfino beccarsi due o tre fischi sinceramente democratici senza per questo uscire dall'ultimo frammento di storiografia personale regalatogli da Dario Franceschini e da tutti coloro che l'hanno convocato a forza per la festa della Liberazione. Mancava soltanto questo, appunto, nell'indecidibile palmares berlusconiano: la furbetta ma straziante richiesta della così detta sinistra affinché il despota inappagabile si sieda al desco dei gracilini custodi della memoria antifascista (facendone un boccone facile facile).

    Da ultimo, tuttavia, è bene non trascurare che in questo gioco di società memorialistico, in questo vai e vieni di decorazioni al merito e certificati di sano e robusto costituzionalismo antifascista, è tacitamente apparso un altro uomo della provvidenza. Gianfranco Fini è oggi un campione promettente della destra percepita come contrafforte indispensabile alla tenuta democratica. Tutt'altro dalla destra impresentabile che intonava stornelli fuorilegge – “Il 25 aprile è nata una puttana,/ e le hanno dato nome democrazia italiana/ bombe a man e carezze col pugnal” – proprio grazie a Fini e, gioia d'occasione, grazie al Cav. ora l'antifascismo non ha davvero più alcun mostro col quale baloccarsi.