
Investire nel mattone letterario, ovvero la crisi vista da casa Capote
Spendere, spendere, spendere. Meglio che portare all’estero i lingottini d’oro nascosti nei calzini (i cani antivaluta, alla dogana, sono addestrati a fiutar le banconote, il metallo prezioso non olet abbastanza). Comprarsi la casa di uno scrittore, magari, perché non tutta la ricchezza è volgare per il partito della sobrietà. Lo sono solo i soldi nuovi accumulati dall’ultima generazione.
Spendere, spendere, spendere. Meglio che portare all’estero i lingottini d’oro nascosti nei calzini (i cani antivaluta, alla dogana, sono addestrati a fiutar le banconote, il metallo prezioso non olet abbastanza). Comprarsi la casa di uno scrittore, magari, perché non tutta la ricchezza è volgare per il partito della sobrietà. Lo sono solo i soldi nuovi accumulati dall’ultima generazione. Comprarsi un edificio con trascorsi letterari invecchia i denari in un istante, e consente a chiunque di darsi arie da mecenate.
D’intesa con Sotheby’s (dipartimento immobili di lusso), il Daily Telegraph propone una decina di case, corredate di prezzi, fotografie, dettagli notevoli. La nostra preferita è la villetta di St. Louis, Missouri dove William Burroughs trascorse l’infanzia, non ancora discolo come quando – in preda alle droghe messicane e giocando a Gugliemo Tell – uccise con una freccia la moglie Joan. Ha cinque camere da letto, un giardinetto ben curato, vetri piombati alle finestre. Viene via a 320.000 sterline, ma essendo stata costruita nel 1912 purtroppo non ha garage.
Costano qualche soldino in più gli appartamenti a Moore Park House, nel Surrey, dove Jonathan Swift visse quando lavorava come segretario del diplomatico e scrittore William Temple. Nel tempo libero, l’impiegato scriveva in proprio. Tra quelle pareti nacquero “La favola della botte” e “La battaglia dei libri”, inarrivabili capolavori della satira: qualsiasi cosa vi possa venire in mente – politici, intellettuali, dame, bassezze e sublimità della natura umana, dibattito tra apocalittici e integrati – era già stata dal reverendo Swift allegramente sbeffeggiata. Cercando bene, siamo sicuri di trovare anche una spernacchiata preventiva contro Facebook e Twitter.
Multiproprietà, ma di lusso: i quartierini vanno da 600 a 700 mila sterline. Non sono ancora fissati invece i prezzi degli appartamenti all’Hotel Des Bains, sulla laguna veneta. Dove una volta – lo diciamo per cronaca, non per dissuadere – una pantegana si aggirava sul cornicione, vista non solo da noi. E dove Thomas Mann ebbe l’idea per “Morte a Venezia”. Saranno pronti nel 2013. Se volete qualcosa subito, e vi avanzano dieci milioni di sterline, c’è la palazzina di Truman Capote a Brooklyn. Cinque piani, undici camere da letto, 38 finestre, un patio che non somiglia per nulla a quelli visti in “Un tranquillo weekend di paura” con strimpellatore di banjo annesso, scalone di mogano all’interno. Perfetto per organizzarci le feste, facendo morire d’invidia i non invitati. Gli invitati si pentiranno dopo, quando il padrone di casa spiattellerà i loro segreti all’intera città.
Una villetta del Dorset ha ospitato Arthur Conan Doyle mentre scriveva “L’avventura della fascia maculata” (una bandana, di origine zingaresca): è vostra con un milione e mezzo di sterline. Se preferite il mare, a Maiorca c’è la casetta con dépendance dello storico Robert Graves, 750 mila sterline. Se siete patrioti anche in letteratura, con cinque milioni di sterline diventerete i felici proprietari del castello di Montegualandro, in Umbria (più venti ettari di ulivi e vigneti). Giosuè Carducci lo paragonò a “un falcone che adocchia la preda”. Poteva far peggio, molto peggio. Lo svolazzo lirico ve lo danno senza sovrapprezzo.


Il Foglio sportivo - in corpore sano
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