Speciale online 12:45
"I cambiamenti climatici una minaccia per l'umanità? Ridicolo"
"La riduzione delle emissioni non è l'unico modo per contenere gli impatti dei cambiamenti climatici in arrivo. Il rapporto IPCC di ieri – che ha ripetuto le sue profezie di sventura se le emissioni non verranno frenate – ha perso l'occasione per consigliare i responsabili politici su come migliorare la vita". Così sul Financial Times Richard Tol, professore nelle Università del Sussex e di Amterdam, e non esattamente un negazionista climatico. Tol infatti fa parte dell'Ipcc dal 1994, ma prima della pubblicazione dell'ultimo report sul clima uscito ieri ha chiesto che il suo nome venisse tolto dall'elenco degli autori: "Troppo allarmista", lo ha definito. Il perché lo ha spiegato in questo articolo sul Financial Times, che ribadisce concetti e idee che sul Foglio leggete da tempo.
"La riduzione delle emissioni non è l'unico modo per contenere gli impatti dei cambiamenti climatici in arrivo. Il rapporto IPCC di ieri – che ha ripetuto le sue profezie di sventura se le emissioni non verranno frenate – ha perso l'occasione per consigliare i responsabili politici su come migliorare la vita". Così sul Financial Times Richard Tol, professore nelle Università del Sussex e di Amterdam, e non esattamente un negazionista climatico. Tol infatti fa parte dell'Ipcc dal 1994, ma prima della pubblicazione dell'ultimo report sul clima uscito ieri ha chiesto che il suo nome venisse tolto dall'elenco degli autori: "Troppo allarmista", lo ha definito. Il perché lo ha spiegato in questo articolo sul Financial Times, che ribadisce concetti e idee che sul Foglio leggete da tempo.
Gli esseri umani sono una specie resistente e adattabile. C'è gente che vive sull'equatore e nell'Artico , nel deserto e nella foresta pluviale. Siamo sopravvissuti alle ere glaciali con le tecnologie primitive. L'idea che il cambiamento climatico rappresenti una minaccia esistenziale per l'umanità è risibile. Il cambiamento climatico avrà conseguenze, naturalmente . Dal momento che diverse piante e gli animali prosperano in climi diversi, interesserà gli ecosistemi naturali e l'agricoltura. Il clima caldo e umido aumenterà la diffusione di malattie tropicali. I mari saliranno, mettendo pressione a tutto ciò che vive sulle coste. Questi impatti suonano allarmanti, ma devoni essere analizzati in prospettiva, prima di trarre conclusioni politiche. Secondo il rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici , un ulteriore riscaldamento di 2 gradi centigradi potrebbe causare perdite pari allo 0,2-2 per cento del prodotto interno lordo mondiale. Seguendo le tendenze attuali, tale livello di riscaldamento dovrebbe essere raggiunto nella seconda metà del 21° secolo. In altre parole, mezzo secolo di cambiamenti climatici porterebbero, secondo lo scenario peggiore, l'equivalente di un anno di cmancata rescita economica. Dall'inizio della crisi nella zona euro, il reddito medio greco è sceso di oltre il 20 per cento. Il cambiamento climatico non è, allora , il problema più grande dell'umanità . Non è nemmeno il suo più grande problema ambientale.
Oggi sul Foglio l'editoriale Moriremo presto, moriremo tutti.
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Il Foglio sportivo - in corpore sano
Fare esercizio fisico va bene, ma non allenatevi troppo
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