Vivement Clarence
Sabato ha lasciato di sale studio e commentatori dicendo che mai avrebbe ceduto alla polemica, mai avrebbe parlato di quello che poteva essere e non è stato. Il fatto è che Clarence Seedorf ha una personalità debordante, un buon metro cubo di ego, è come Mourinho, solo che a differenza del portoghese non è perfido, non ferisce i nemici, ma si sforza di essere cortese, educato. Non ammicca, non allude, non strizza l'occhio alla stampa: è al di là e al di sopra, perciò sta sulle palle. Stava sulle palle anche quando giocava, gli altri non sapevano se invidiargli il pene o l'intelligenza non molto frequente in quel mondo.
Sabato ha lasciato di sale studio e commentatori dicendo che mai avrebbe ceduto alla polemica, mai avrebbe parlato di quello che poteva essere e non è stato. Il fatto è che Clarence Seedorf ha una personalità debordante, un buon metro cubo di ego, è come Mourinho, solo che a differenza del portoghese non è perfido, non ferisce i nemici, ma si sforza di essere cortese, educato. Non ammicca, non allude, non strizza l'occhio alla stampa: è al di là e al di sopra, perciò sta sulle palle. Stava sulle palle anche quando giocava, gli altri non sapevano se invidiargli il pene o l'intelligenza non molto frequente in quel mondo. Ha sempre dimostrato un'idea così solida, così strutturata di sé che nemmeno il sottofondo di fischi di San Siro è mai riuscito a scalfirla: ogni volta che ormai anzianotto perdeva palla o giocava così così, si poteva scommettere su un suo decisivo riscatto la volta dopo, in venti anni di carriera ha sempre risposto sul campo e alimentato la sua grande ambizione con il lavoro e con una professionalità inappuntabile. Non è un cinico: la sua idea di calcio, da giocatore e ora da allenatore, non può contemplare dunque il cinismo. Ha in mente il dominio totale sull'avversario, la musica olandese che cambia incessantemente tempo e ritmo, andante e allegro, vivace e arioso, affondi in verticale, rapidi cambi di fronte e calcolati rallentamenti nella gestione della palla. Dei muscoli se ne frega, gli piacciono i piedi buoni, le menti intelligenti, lo sguardo che legge in anticipo la profondità, sulla fascia per dire ha nostalgia di due come Cafu e Serginho. Quando si è reso conto che non tutti gli interpreti attuali sono in grado di suonare lo spartito, si è intelligentemente adeguato. Ha commesso errori, altri ne commetterà, anche ai fuoriclasse serve tempo. Ma i tifosi hanno cominciato a intravedere lampi di futuro, in queste ultime vittorie e diciamolo anche in alcune ragionevoli sconfitte. Ed è veramente un bel vedere.
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Il Foglio sportivo - in corpore sano
Fare esercizio fisico va bene, ma non allenatevi troppo
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