Pino Pascali Di ogni materia fare arte

30 GEN 20
Ultimo aggiornamento: 00:06 | 31 GEN 20
Immagine di Pino Pascali Di ogni materia fare arte
Purtroppo lo spazio dell’Europa è uno spazio molto differente da quello degli americani, più che appartenere all’azione appartiene alla riflessione sull’azione, capisci? Cioè gli americani si possono concedere il lusso di prendere una cosa e di inchiodarla su un quadro e il quadro viene, di prendere un fumetto e rifarlo e il quadro è un quadro perché loro nel loro gesto riassumono storicamente quello che veramente è la loro civiltà, la più progredita dal punto di vista tecnologico. La nostra civiltà è invece una civiltà che sul piano tecnologico è indietro rispetto a quella americana per cui un’azione diretta fra uomo e materiale è pazzesco. Già c’è uno scatto di tempo spaventoso in America; se vai per es. in un gabinetto di ricerche chimiche americano troverai dei materiali incredibili, già c’è uno scatto tra quei materiali e l’artista americano stesso. In fondo ormai gli artisti devono usare i materiali che fanno gli scienziati perché la natura si è esaurita, è nata una nuova natura. Figuriamoci qui in Italia, qui esiste un altro spazio, ancora un fatto mentale, di selezione, di non lasciarsi coinvolgere. Il problema dell’europeo è quello di essere un uomo solo ma autosufficiente, un uomo che riesce a crearsi una civiltà autonoma; invece in America no, anche se gli americani sono molto individualisti e non si guardano neanche in faccia, sono dentro quello spazio americano, quella civiltà americana, e anche se non si guardano in faccia sono legati, capisci? Un fumetto è un po’ come il loro palato, che ti devo dire. Io invece le cose le vedo, in una maniera non distaccata, ma le vedo. Quello che vedo non mi appartiene più e non mi appartiene né quello che ho né quello che hanno gli americani. Cioè io non appartengo né a un mondo né all’altro.
Pino Pascali
tratto da Carla Lonzi, “Discorsi: Carla Lonzi e Pino Pascali”, Marcatrè, nn. 30-33, luglio 1967