Il piccolo millenNium bug dell’imperatore

6 MAG 19
Ultimo aggiornamento: 00:13 | 7 MAG 19
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Il primo maggio in Giappone è salito sul trono un nuovo imperatore. Si chiama Naruhito e, come tradizione, l’inizio del suo regno è coinciso con l’inizio di una nuova èra: il nome della nuova epoca è “Reiwa” (traduzione ufficiale: “bellissima armonia”. Rei significa ordine, ma anche speranza, auspicio; wa significa armonia, ha spiegato Giulia Pompili sul Foglio), e assieme alla nuova èra comincia anche un nuovo calendario. Il primo maggio è cominciato l’Anno Primo dell’Era Reiwa, e chi un pochino ricorda il millennium bug può immaginare le conseguenze di questo cambiamento per l’età digitale: enormi mal di testa per programmatori, informatici e burocrati. Tutti i documenti governativi in Giappone, dalla dichiarazione dei redditi alle registrazioni matrimoniali, useranno questo nuovo calendario imperiale, e dunque dovranno essere aggiornati. Le autorità consigliano di correggere i documenti che non si riesce a ristampare usando appositi timbri di gomma con i caratteri della nuova èra, ma l’azienda che li produce, ha scritto il New York Times, ha finito la gomma tre giorni dopo l’annuncio, tanta è stata la richiesta.
Tra i settori più in difficoltà c’è quello informatico. L’ultima volta che il calendario giapponese cambiò èra fu nel 1989, quando morì l’imperatore Hirohito, e allora quasi tutti gli adattamenti furono fatti a mano. Ma oggi la stragrande maggioranza delle aziende e delle amministrazioni pubbliche usa un qualche tipo di sistema informatico, e per tutto aprile i tecnici hanno penato per ottimizzare i nuovi calendari. Microsoft ha promesso degli aggiornamenti ad hoc, ma molti computer utilizzano versioni obsolete di Windows, che saranno più difficili da aggiornare. La città di Nagoya, che ha poco più di due milioni di abitanti, ha stimato che spenderà all’incirca 4,3 milioni di dollari per adeguarsi alla nuova èra.