Ebola fa paura

21 LUG 19
Ultimo aggiornamento: 00:12 | 22 LUG 19
Immagine di Ebola fa paura
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha stabilito che l’epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo è un’emergenza sanitaria internazionale. Dall’anno scorso, quando il virus, uno dei più pericolosi al mondo, ha cominciato a diffondersi, sono morte oltre 1.700 persone e ogni giorno vengono segnalati almeno 12 nuovi casi di persone che lo hanno contratto. Dal 2005, cioè da quando sono entrate in vigore le International Health Regulations che disciplinano le risposte internazionali alle emergenze sanitarie, questa è la quinta volta che l’Oms dichiara lo stato di emergenza sanitaria nazionale. Numeri di Simonetta Sciandivasci.
1.705
Le morti per Ebola registrate nella Repubblica democratica del Congo secondo l’ultimo aggiornamento comunicato venerdì scorso dal ministero della Salute del paese africano.
2.428
Le persone che sono state contaminate dal virus dal primo agosto del 2018. Su 94 corpi sono ancora in corso gli accertamenti per stabilire se la causa del decesso sia stata Ebola.
130 mila
Gli abitanti della Repubblica democratica del Congo ai quali sono stati somministrati finora i vaccini. Si tratta però di vaccini sperimentali: al momento non esiste cura per il virus.
77
La percentuale di mortalità nei bambini che contraggono Ebola. E’ più alta di ben dieci punti rispetto a quella delle altre persone in età adulta. Agli inizi di luglio, risultava che, nel paese, erano stati contagiati 750 bambini (il 31 per cento del totale), più del 10 per cento rispetto alle altre epidemie.
11.000
Le persone che morirono quando, tra il 2013 e il 2016, Ebola comparve e si diffuse in Sierra Leone, Liberia e Guinea Conakry.
1.000.000
Gli abitanti di Goma, città del Congo orientale dove pochi giorni fa il virus è arrivato, scatenando l’allerta. Prima, sin da quando Ebola era ricomparso in altre zone del paese, si era creduto di poter contenere il contagio, ma la baraccopoli di Goma è da anni l’epicentro di una guerra molto violenta, i servizi igienici sono scarsi, l’ambiente del tutto insalubre. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha fatto sapere che, per ora, nessuno stato dovrà chiudere i confini o imporre restrizioni ai viaggi o agli scambi commerciali.