Il presidente Mattarella fa gli auguri al Foglio (grazie). Il Foglio fa un regalo ai lettori. Cin cin

Al direttore - Riunione segreta tra club inglesi per la nuova Champions League. Deciso anche bombardamento della Libia.
Giuseppe De Filippi
Giuseppe De Filippi
Al direttore - Dalla discesa nell’arena de “La Gabbia”, dove ha ingaggiato un duello economico con Gianluigi Paragone, il professor Monti è uscito dai radar. Dall’intervento al Senato ai dotti commenti sul Corriere, dalla Gabbia al silenzio totale. Paragone ha fermato il ritorno sulla scena del professore in Loden?
Marco Cecchini
Marco Cecchini
Al direttore - Giustamente il dibattito sull’utero in affitto si concentra sulla mercificazione del corpo della donna, di cui, appunto, si “affitta” un organo (siamo sicuri che sia solo un organo?, non affiora qui lo stesso maschilismo che apostrofa le donne usando una parte per il tutto?) per nove mesi. Ma c’è altro di ipotizzabile in questo contratto di locazione, un altro reato già condannato dalla coscienza universale e dalla giustizia internazionale: la compravendita di esseri umani. Quanto del costo dell’affitto è in realtà il prezzo del bambino?
Ubaldo Casotto
Ubaldo Casotto
Al direttore - Nella parte finale del suo articolo intitolato “Dove porta la fabbrica dei bambini”, Giuliano Ferrara – commentando la notizia del figlio che Vendola ha avuto per maternità surrogata – si domanda quale possano essere le conseguenze e i costi che l’umanità rischi di pagare imboccando la strada della generazione artificiale. E si interroga in modo aperto, sebbene determinato a difendere con coraggio le proprie posizioni, e andando anche controcorrente rispetto al pensiero unico dominante in proposito. Ma è proprio questo il punto: è un’epoca, la nostra, che intenda affrontare domande scomode e ultimative del genere di quelle che pone Ferrara. Ahimè, no. Mi spiego. Nella modernità, “… la fine della filiazione come ‘attesa’ delle conseguenze dell’amore produttivo dell’altro…” (Ferrara) fa il paio con la fine della visione della vita terrena dell’uomo come “attesa” della salvezza nell’orizzonte della trascendenza. Il parallelismo è significativo. L’ordine dell’essere, inteso nel suo fondamento e nella sua origine trascendenti – affermava il filosofo della politica Eric Voegelin – è da molto tempo sotto l’attacco di forze distruttive, sin dai secoli XII e XIII. Qual è la differenza, dunque, rispetto al passato? E’ che, nella nostra epoca, si è imposto un evento inedito e grave: il rifiuto che il pensatore collettivo oppone non più al contenuto delle domande critiche indirizzate al suo programma prometeico ma, per l’appunto, al diritto stesso di porre interrogativi che possano mettere in seria discussione il suo tentativo di dissociare l’ordine dell’essere dall’essere trascendente e di fare dell’uomo il creatore di se stesso.
Alberto Bianchi
Alberto Bianchi
Al direttore - Nella sua piccola posta Adriano Sofri fa gli auguri a Vendola e al compagno per aver “avuto” un bambino. Eh no, lo hanno comprato. Mi sa che c’è differenza
Francesco Sveltezza
Francesco Sveltezza
Al direttore - Ho letto che ieri il presidente Mattarella ha ricevuto lei, direttore, e l’azionista del suo giornale Valter Mainetti. Una curiosità: ci può confermare che il presidente della Repubblica parla davvero?
Luca Taddei
Luca Taddei
Spiritoso. Mattarella ha voluto fare gli auguri di compleanno al Foglio. Sono vent’anni, lo sapete. Festeggeremo per tutto l’anno regalando ogni sabato e ogni domenica un numero da collezione. E poi presto altre novità. Slurp. E cin cin.
Al direttore - “Troppe imposte uccidono le imposte”. Formidabile articolo di Marco Valerio Lo Prete. Sembra così semplice, quasi intuitivo (ci sono tanti esempi che provengono dal nostro passato agricolo-pastorale: tosare la pecora fino a ucciderla), eppure sembra ancora una eresia, quasi una bestemmia. D’altro canto questo è il paese in cui illustri Soloni hanno scritto della bellezza delle imposte, trascurando di dare conto dell’impossibilità per il cittadino-contribuente di percepire esattamente come e dove i soldi che gli vengono prelevati sono impiegati.
Manlio Conte
Manlio Conte
Al direttore - Scrive Adriano Sofri che Nichi e il suo compagno hanno avuto un bambino. Non hanno avuto nulla, se le parole hanno ancora un senso (cosa di cui oramai dubito). Hanno “acquistato” a caro prezzo un bambino, strappandolo a colei che lo ha “avuto”. Perché nascondersi dietro le parole, visto che quando vuole sa usarle così bene, caro Sofri?
Vittorio Colella Albino
Vittorio Colella Albino