BANDIERA BIANCA

Gli insegnamenti di san Francesco non prescindono dalla fede in Dio

Antonio Gurrado

Patrizia Cirulli reinterpreterà L'infinitamente piccolo cantato da Angelo Branduardi. Certo, i valori del santo di Assisi sono universali, ma li avrebbe sostenuti allo stesso modo se non avesse creduto in Dio? 

Mi ha fatto piacere scoprire che lo spirito di san Francesco continua a soffiare nella cultura pop, grazie a “Il visionario”, album con cui la cantautrice Patrizia Cirulli intende reinterpretare “L’infinitamente piccolo” cantato da Angelo Branduardi nel 2000, in occasione dello scorso giubileo. Un po’ meno piacere mi ha fatto leggere, sugli articoli che annunciano l’uscita del nuovo disco, che gli insegnamenti di san Francesco prescindono dalla fede in Dio: affermazione a dir poco forte, se si considera che l’album di Branduardi conteneva i brani (ve li elenco tutti senza pietà) “Il cantico delle creature”, “Il sultano di Babilonia e la prostituta”, “Il lupo di Gubbio”, “Audite poverelle”, “Divina Commedia, Paradiso, XI”, “Il trattato dei miracoli”, “Nelle paludi di Venezia Francesco si fermò per pregare”, “La regola”, “La predica della perfetta letizia”, “La morte di Francesco” e “Salmo”. Togliete la fede in Dio e cosa rimane? Il cantico dell’ambiente, un lupo allo stato brado, un trattato senza miracoli, san Francesco che si ferma nelle paludi di Venezia ma non sa bene cosa fare. Certo, i valori propugnati dal santo di Assisi – l’accoglienza, la mansuetudine, il sacrificio – possono valere per tutti gli uomini e un buon cristiano ha l’ambizione di renderli universali. San Francesco li avrebbe però sostenuti allo stesso modo, se non avesse creduto in Dio? E a cosa gli sarebbero servite le stimmate, senza fede? Un tatuaggio sarebbe stato più che sufficiente.

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