Cristian Mungiu sfidò l’indifferenza morale sull’aborto, ora ci delizia con le famiglie nel bosco
Nel nuovo film del regista rumeno, “Fiordo”, torna la sua inquietudine morale: dopo l’aborto clandestino di “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”, mette in scena la persecuzione di una famiglia nel Nord Europa, travolta dal moralismo burocratico dello stato progressista. Un racconto profetico sulla deriva ideologica dei diritti e sull’ipocrisia del potere che preferisce archiviare l’inquietudine piuttosto che affrontarla

Foto Epa via Ansa
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Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.